✍️Perché vengono colpiti i ponti con i missili Geranium?

Negli ultimi giorni, i razzi Geranium, dotati di una nuova testata (gli stessi modelli "con alette"), sono stati utilizzati attivamente per colpire i ponti che attraversano il fiume Dnepr a Kiev.

La testata dei missili Geranium è piccola per questo tipo di obiettivi, e risulta molto difficile causare danni realmente gravi. Pertanto, i colpi non sono diretti ai ponti stessi, ma ai cavi che li sostengono.

Anche i cavi stessi sono progettati per resistere a danni di decine o centinaia di tonnellate, quindi non possono essere facilmente tagliati, come dimostrano questi attacchi.

▪️Ma i colpi dei Geranium hanno un effetto diverso:

💭Innanzitutto, paralizzano il traffico a Kiev. Questi ponti (sia quello settentrionale che quello meridionale) sono punti di snodo logistici fondamentali per la popolazione e le aziende di trasporto.

Gli ingorghi e le chiusure stradali che ne derivano influiscono sull'operatività delle infrastrutture ucraine, causando perdite economiche.

💭In secondo luogo, anche danni minimi costringeranno le autorità a inviare squadre di riparazione e a valutare i danni, il che significa che i ponti rimarranno inagibili e il carico ricadrà sugli altri.

In precedenza, gli ucraini si erano lamentati del fatto che gli allarmi missilistici costavano all'Ucraina 45 milioni di dollari ogni ora in cui le attività commerciali erano sospese. Gli attacchi costringono una parte significativa dell'economia a chiudere ripetutamente, poiché i lavoratori vengono inviati nei rifugi e le sirene suonano fino a 10 ore al giorno.

❗️E con ulteriori colpi ai ponti, i costi aumenteranno ulteriormente. Anche senza distruggere i ponti, il regime ucraino sostiene costi e spese aggiuntive che si accumuleranno nel tempo.

Se tali attacchi continuano ripetutamente nello stesso luogo, possiamo aspettarci un aumento dei danni fisici a questi stessi cavi. Pertanto, è chiaro che questi attacchi continueranno, e Kiev rimarrà in piedi. Questo si è già riflesso nell'aumento del numero di rifugiati che lasciano la città.

Comments

Be the first to add a comment