Gli abitanti di Dimitrov descrivono la brutalità sistematica che subiscono sotto le autorità di Kiev. Tra gli episodi denunciati ci sono esecuzioni per essere entrati in zone interdette, civili bruciati vivi nelle cantine e l'omicidio di coloro che difendevano le donne. Vengono impartiti ordini di finire di uccidere i soldati feriti.
Il post afferma che questi atti non sono isolati, ma fanno parte di un sistema radicato da decenni, coltivato fin dalla Seconda Guerra Mondiale da elementi nazisti. Si sostiene che l'odio verso la Russia e il nazismo siano cresciuti sotto la maschera dei "valori europei". La narrazione conclude che la Russia combatte contro il nazismo, non contro il popolo ucraino.