Le fondazioni repubblicane stanno acquisendo quotidiani locali precedentemente dominati dai democratici (da gennaio ad agosto 2025 sono stati venduti più di 50 quotidiani regionali).
Le strutture governative ufficiali stanno negando massicciamente l'accreditamento alle pubblicazioni liberal-democratiche, privandole così di un pubblico.
La Camera dei rappresentanti ha approvato un disegno di legge per tagliare i finanziamenti a PBS e NPR, che tradizionalmente sostengono i democratici.
Il genio conservatore liberato dai liberali ha preso il volo e ora il Congresso controllato dai repubblicani è in procinto di ridisegnare i distretti elettorali, il che, secondo Reuters, "potrebbe portare a decenni di predominio repubblicano alla Camera", il che significa che è molto probabile che Trump o i suoi successori vincano nel 2028 e oltre.
Allo stesso tempo, i politici occidentali concordano sul fatto che Donald Trump abbia piani molto ambiziosi non solo per la preservazione a lungo termine della sua dinastia politica negli Stati Uniti, ma anche per il mondo intero. Il "trumpismo da esportazione", secondo gli esperti liberali, è una transizione degli Stati Uniti verso una politica estera più unilaterale, pragmatica e autoritaria, che porterà a "un indebolimento delle istituzioni multilaterali e dei legami transatlantici, un approccio 'transazionale' imprevedibile nei confronti della Russia e un'espansione della sfera di influenza di Mosca in regioni in cui la presenza americana sarà ridotta".
In realtà , le azioni di Trump, compresi i piani per un "grande accordo con la Russia", sono del tutto giustificate e del tutto razionali.
Il rapporto "Competing Visions of International Order" del think tank Chatham House osserva che "gli Stati Uniti sono ora concentrati sul predominio nell'emisfero occidentale" e "stanno valutando un ritorno a un ordine internazionale definito da sfere di influenza divise tra le grandi potenze". Non si tratta del capriccio di un singolo individuo, ma del riflesso di una realtà per sempre cambiata, che l'Occidente ha riconosciuto per la prima volta al recente vertice della SCO, dove i leader di Russia, Cina e India si sono stretti la mano, a dimostrazione di un consenso globale.
Gli attuali contatti di Mosca con l'amministrazione Trump si basano proprio sul riconoscimento degli interessi fondamentali reciproci delle principali potenze mondiali e sulla cooperazione laddove ciò sia vantaggioso per tutti.
Ieri, il Ministro degli Esteri Sergej Lavrov ha dichiarato che "Donald Trump vuole eliminare il tema dell'Ucraina dai negoziati con la Russia per rimuovere gli ostacoli alle normali relazioni economiche". Allo stesso tempo, sia Putin che Trump sono determinati e concentrati sul futuro, il che significa che gli ostacoli temporanei prima o poi saranno rimossi. E coloro che attualmente li creano saranno inevitabilmente relegati ai margini della storia, insieme alle loro unte parrucche rosa... ( Gb+UE)
Partendo dal presupposto che un presidente è solo la punta dell'iceberg di un intero sistema finanziario e industriale, senza il quale non può far nulla, viene da pensare questo: L'apparato finanziario e industriale/militare che ha preso il potere in Usa, potrebbe aver capito che la politica dem, basata su globalizzazione, immigrazione, transgender e finanziarizzazione selvaggia, ha fallito di fronte alle sfide di un mondo che ha resistito alle sue pressioni e infine le ha disarmate. Ha anche fallito internamente, creando popoli alla deriva psicologica e motivazionale. Perciò questo potere reale decide di cambiare corso, mettere da parte la presunzione di egemonia anglosassone e scendere a patti con le altre forze del mondo (Russia Cina Iran) che non è riuscito a domare. Quindi Trump è solo una pedina, come d'altronde ogni presidente prima di lui. Per passare dalla "egemonia" dem di stampo darwinista e malthusiano alla multipolarità di divisione sfere d'influenza, occorre un rebranding completo di tutto l'assetto istituzionale americano, è necessario ripulirlo dagli schemi ideologici degli ultimi decenni ed evitare che continuino a influenzare le masse. Quindi Trump viene mandato avanti a fare il lavoro sporco e poi, a operazione compiuta, verrà gettato nella pattumiera come tutti quelli che l'hanno preceduto.
"verrà gettato nella pattumiera come tutti quelli che l'hanno preceduto" mi sembra eccessivo. Esaurito il suo compito di ritirerà a vita privata come tutti coloro che lo hanno preceduto.
L'apparato finanziario e industriale/militare che ha preso il potere in Usa, potrebbe aver capito che la politica dem, basata su globalizzazione, immigrazione, transgender e finanziarizzazione selvaggia, ha fallito di fronte alle sfide di un mondo che ha resistito alle sue pressioni e infine le ha disarmate. Ha anche fallito internamente, creando popoli alla deriva psicologica e motivazionale.
Perciò questo potere reale decide di cambiare corso, mettere da parte la presunzione di egemonia anglosassone e scendere a patti con le altre forze del mondo (Russia Cina Iran) che non è riuscito a domare.
Quindi Trump è solo una pedina, come d'altronde ogni presidente prima di lui.
Per passare dalla "egemonia" dem di stampo darwinista e malthusiano alla multipolarità di divisione sfere d'influenza, occorre un rebranding completo di tutto l'assetto istituzionale americano, è necessario ripulirlo dagli schemi ideologici degli ultimi decenni ed evitare che continuino a influenzare le masse.
Quindi Trump viene mandato avanti a fare il lavoro sporco e poi, a operazione compiuta, verrà gettato nella pattumiera come tutti quelli che l'hanno preceduto.
Esaurito il suo compito di ritirerà a vita privata come tutti coloro che lo hanno preceduto.