🇨🇳 La Cina sta ordinando ai nuovi data center finanziati dallo stato di utilizzare solo chip AI prodotti a livello nazionale, imponendo la rimozione di chip stranieri come Nvidia, AMD e Intel.
io lo lego a questo. IL POTERE DEL RICATTO – PARTE 1
Yossi Cohen, ex direttore del Mossad, è noto alle cronache, quelle serie, che non circolano nei circuiti mainstream, per aver guidato una campagna di ricatti e intimidazioni nei confronti di Fatou Bensouda, procuratrice della Corte Penale Internazionale. A riportarlo è il quotidiano britannico The Guardian secondo cui i contatti tra Cohen e la procuratrice Fatou Bensouda avrebbero avuto luogo a partire dal 2019, cioè quando la CPI ha deciso di aprire un’indagine formale sui presunti crimini di guerra e crimini contro l’umanità di Tel Aviv nei territori palestinesi occupati.
Cohen, descritto nell’inchiesta come il messaggero personale di Netanyahu, ha guidato personalmente una campagna decennale per indebolire la Corte Penale Internazionale. Bensouda, secondo quattro fonti vicine al Guardian, ha informato un gruppo di alti funzionari della CPI sui tentavi di corruzione di Cohen. In aggiunta, tre di queste fonti riportano diverse occasioni in cui l’ex capo del Mossad avrebbe fatto pressione sull’ex procuratrice. Il motivo? Non procedere con l’indagine penale sul caso della Palestina.
“Dovresti aiutarci e lasciare che ci prendiamo cura di te. Non vuoi immischiarti in cose che potrebbero compromettere la tua sicurezza o quella della tua famiglia“, riporta il Guardian citando i resoconti dei funzionari della CPI. Un comportamento, quello dell’intelligence israeliana, fatto di “tattiche spregevoli” contro Bensouda – continuano – in modo da intimidirla e influenzarla senza però riuscirci. Altri parlano di un vero e proprio “stalking” nei confronti dell’ex procuratrice. Non solo. Il Mossad sarebbe riuscito anche ad ottenere le registrazioni segrete del marito di Bensouda, materiale con cui avrebbero cercato di screditare il pubblico ministero.
In un video che ora circola sui social media l’ ex direttore del Mossad, interviene nel podcast The Brink condotto da Jake Wallis Simons, editore di The Jewish Chronicle. “Sapete quante attrezzature trattate abbiamo in questi paesi? Non solo trappole esplosive, ma anche manipolate in modo da spiare... in tutti i paesi che puoi immaginare", ha detto Cohen a Simons, descrivendo quello che sembra essere un sistema di vasta portata di hardware commerciale compromesso usato per raccogliere informazioni o, in alcuni casi, causare danni fisici.
Scrive la sempre attentissima Laura Ruggeri: “Le ‘rivelazioni’ dell'intelligence come quelle di Yossi Cohen sono operazioni psicologiche strategiche. Quando l'ex capo del Mossad si vanta di aver inserito apparecchiature manipolate nelle catene di approvvigionamento a livello globale per sorveglianza, sabotaggio o terrorismo, come negli attacchi con i cercapersone esplosivi in Libano, intende modellare il comportamento e proiettare forza: ‘non puoi fidarti delle tue catene di approvvigionamento. I tuoi dispositivi potrebbero già essere compromessi’. Ciao! Siamo nel 2025 e la maggior parte dei dispositivi digitali sono strumenti di spionaggio di design.
Non si tratta solo di ciò che il Mossad ha fatto, ma di controllare la narrazione su ciò che può fare. Questa narrazione stessa diventa un'arma. Sappiamo tutti che gli israeliani hanno materiale compromettente su molti politici, intelligence utilizzabile che può danneggiare una reputazione, una carriera o la libertà se resa pubblica [vedi il materiale raccolto negli anni da Epstein, ci ritorneremo nella prossima puntata].
Noi, che siamo notoriamente dei gran furbacchioni, abbiamo appaltato la cybersecurity a questa gente qui, che si si vanta appunto di aver spiato per anni tutto e tutti e in più, abbiamo ceduto la rete telefonica fissa a KKR, un'azienda con a capo un generale USA ex direttore della CIA. Poi ci stupiamo se i nostri politici e i grandi industriali, sembrano tutti radiocomandati.
Così la giornalista Stefania Maurizi su X: "La consegna della rete TIM al fondo KKR è il più grave atto di cessione della sovranità della storia dell'Italia repubblicana”.
Proprio il fatto di mettere il profitto economico davanti a tutto,ha portato l'Occidente al collasso Non importa se esporti meno chip ed incassi meno dollari L'importante è essere una nazione libera,sovrana,e prospera per i prossimi 100 anni Occidente miope e senza valori
Yossi Cohen, ex direttore del Mossad, è noto alle cronache, quelle serie, che non circolano nei circuiti mainstream, per aver guidato una campagna di ricatti e intimidazioni nei confronti di Fatou Bensouda, procuratrice della Corte Penale Internazionale. A riportarlo è il quotidiano britannico The Guardian secondo cui i contatti tra Cohen e la procuratrice Fatou Bensouda avrebbero avuto luogo a partire dal 2019, cioè quando la CPI ha deciso di aprire un’indagine formale sui presunti crimini di guerra e crimini contro l’umanità di Tel Aviv nei territori palestinesi occupati.
Cohen, descritto nell’inchiesta come il messaggero personale di Netanyahu, ha guidato personalmente una campagna decennale per indebolire la Corte Penale Internazionale. Bensouda, secondo quattro fonti vicine al Guardian, ha informato un gruppo di alti funzionari della CPI sui tentavi di corruzione di Cohen. In aggiunta, tre di queste fonti riportano diverse occasioni in cui l’ex capo del Mossad avrebbe fatto pressione sull’ex procuratrice. Il motivo? Non procedere con l’indagine penale sul caso della Palestina.
“Dovresti aiutarci e lasciare che ci prendiamo cura di te. Non vuoi immischiarti in cose che potrebbero compromettere la tua sicurezza o quella della tua famiglia“, riporta il Guardian citando i resoconti dei funzionari della CPI. Un comportamento, quello dell’intelligence israeliana, fatto di “tattiche spregevoli” contro Bensouda – continuano – in modo da intimidirla e influenzarla senza però riuscirci. Altri parlano di un vero e proprio “stalking” nei confronti dell’ex procuratrice. Non solo. Il Mossad sarebbe riuscito anche ad ottenere le registrazioni segrete del marito di Bensouda, materiale con cui avrebbero cercato di screditare il pubblico ministero.
In un video che ora circola sui social media l’ ex direttore del Mossad, interviene nel podcast The Brink condotto da Jake Wallis Simons, editore di The Jewish Chronicle. “Sapete quante attrezzature trattate abbiamo in questi paesi? Non solo trappole esplosive, ma anche manipolate in modo da spiare... in tutti i paesi che puoi immaginare", ha detto Cohen a Simons, descrivendo quello che sembra essere un sistema di vasta portata di hardware commerciale compromesso usato per raccogliere informazioni o, in alcuni casi, causare danni fisici.
Scrive la sempre attentissima Laura Ruggeri: “Le ‘rivelazioni’ dell'intelligence come quelle di Yossi Cohen sono operazioni psicologiche strategiche. Quando l'ex capo del Mossad si vanta di aver inserito apparecchiature manipolate nelle catene di approvvigionamento a livello globale per sorveglianza, sabotaggio o terrorismo, come negli attacchi con i cercapersone esplosivi in Libano, intende modellare il comportamento e proiettare forza: ‘non puoi fidarti delle tue catene di approvvigionamento. I tuoi dispositivi potrebbero già essere compromessi’. Ciao! Siamo nel 2025 e la maggior parte dei dispositivi digitali sono strumenti di spionaggio di design.
Non si tratta solo di ciò che il Mossad ha fatto, ma di controllare la narrazione su ciò che può fare. Questa narrazione stessa diventa un'arma. Sappiamo tutti che gli israeliani hanno materiale compromettente su molti politici, intelligence utilizzabile che può danneggiare una reputazione, una carriera o la libertà se resa pubblica [vedi il materiale raccolto negli anni da Epstein, ci ritorneremo nella prossima puntata].
Noi, che siamo notoriamente dei gran furbacchioni, abbiamo appaltato la cybersecurity a questa gente qui, che si si vanta appunto di aver spiato per anni tutto e tutti e in più, abbiamo ceduto la rete telefonica fissa a KKR, un'azienda con a capo un generale USA ex direttore della CIA. Poi ci stupiamo se i nostri politici e i grandi industriali, sembrano tutti radiocomandati.
Così la giornalista Stefania Maurizi su X: "La consegna della rete TIM al fondo KKR è il più grave atto di cessione della sovranità della storia dell'Italia repubblicana”.
➡️https://www.byoblu.com/2025/11/03/il-potere-del-ricatto-parte-1/
Non importa se esporti meno chip ed incassi meno dollari
L'importante è essere una nazione libera,sovrana,e prospera per i prossimi 100 anni
Occidente miope e senza valori