CONTE COME ATTILA, DOVE PASSA LUI IL MOV5S CROLLA

Non c'è niente da ridere, anzi ci sarebbe molto da riflettere... ma i vertici del MoV dovrebbero farsi una profonda e onesta autoanalisi... a meno che la 'rivoluzione' promessa ancora tre anni fa, fosse solo uno specchietto per le allodole. Gli effetti del Conte tour non si sono visti e contrariamente a quanto sbandiera la propaganda grillina sui social, le urne raccontano (giustamente o a torto) un Paese che festeggia una liberazione dal grillismo.
I risultati di Roma e di Torino propongono un day after che ha registrato una distanza ancora maggiore a discapito delle liste delle sindache uscenti. Elettoralmente demoliti ovunque, ridotti all’inconsistenza o del tutto cancellati dai consigli comunali, gli ultimi grillini si guardano attorno storditi. Rispetto alle elezioni del 2018, soli tre anni fa, la rappresentanza dei Cinque Stelle è polverizzata. La leadership di Giuseppe Conte non ha esercitato un grande carisma, e anzi a ben guardare non è stata neanche in grado di frenare le tante avvisaglie della valanga imminente. Conte non ha saputo valorizzare i territori, individuare responsabili regionali, innestare sulla campagna elettorale il sapore della novità. Il nulla del nulla.
Scorrendo la lista delle tappe del Conte tour e al contrario di quanto era auspicato, gli elettori delle città piccole, medie e grandi hanno voltato le spalle al Movimento soprattutto dopo il passaggio di Conte in piazza. A Trieste M5S aveva il 24,56%, dopo il passaggio di Conte ha preso il 3,62%. Perdendo l’85,26%. Poi Conte se n’è andato a Merano, per vedere se giocando con un po’ di tedesco si fosse fatto capire meglio. È arrivato che l’M5S aveva il 10,59%, dopo Conte ha preso l’1,90%, contenendo le perdite all’82%. A Pordenone Conte si è trattenuto tre ore buone, ha riempito la sua mezza paginetta quotidiana di foto su Facebook, e il Movimento è passato dal 22,30 al 2,97%. “Il nord non ha mai amato troppo i Cinque Stelle”, si incarica di dire l’avvocato d’ufficio Antonio Padellaro, sentito da La7. E allora andiamo sul sicuro, in casa Di Maio. Nella Campania felix che ha regalato loro tante soddisfazioni: ministri, sottosegretari, voti. Ecco Giuseppe Conte che tocca terra come neanche il Feroce Saladino. Santa Maria Capua Vetere passa dal 48,50% al 4,97. Perde quasi il 90% dei voti. A Battipaglia si va dal 43,12% al 3%, perdendo il 93%. Stessa proporzione per Afragola, dove Conte si batte il petto e rivendica pure la stazione dell’alta velocità, tra un selfie e l’altro, e fa passare il M5S dal 57,68% al 4,42%... etc etc etc.
Una débacle senza precedenti nella storia elettorale italiana. A Latina si lasciano a terra oltre il 90% dei consensi. A Rimini si perde il 91%. A Varese – anche lì dopo un bel comizio in piazza di Giuseppi – cambiano idea il 91,2 % degli elettori grillini.
Dalla bacheca facebook di Rossana Spadini

1 comment

GIOVANNI
I grillini sono la peggior truffa politica della storia . Di Maio e Conte sono il nulla incapaci e voltagabbana