Nella giornata di ieri, sulle tensioni tra Ucraina e Russia, due leader regionali hanno sentito il bisogno di posizionarsi. A nessuno è passata inosservata l'apparizione di Lukaschenko in divisa al ministero della difesa. Ha ribadito il suo formale sostegno a Mosca e annunciato un'esercitazione congiunta con l'esercito russo, vicino al suo confine meridionale. Per la prima volta, Minsk rilascia dichiarazioni dal tono chiaramente militaresco nei confronti di Kiev. Lukaschenko ha anche fustigato la NATO, responsabile, secondo lui, di rafforzare il dispositivo militare sul suo confine occidentale, per impegnare il suo esercito e dare una copertura all'Ucraina.
Più defilato, ma non meno importante, l'altro vicino dell'Ucraina, Erdogan, accusato da Mosca recentemente di fornire un sostegno militare a Kiev. La Turchia risponde alle accuse, offrendosi come mediatore tra le parti e ribadisce di non essere l'aggressore nel Donbass.
Sicuramente Lukaschenko e Erdogan sono personaggi discutibili, ma entrambi non sono dei poveri sprovveduti e hanno sentito il bisogno di posizionarsi nella contesa tra Mosca e Kiev, uno come alleato fedele nel caso della Bielorussia, l'altro nei panni del mediatore pacificatore nel caso della Turchia.
Sono segnali che non vanno ignorati e mostrano quanto possa essere imprevedibile la situazione creatasi attorno al Donbass.

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2 comments

Perfettamente d'accordo.
Avanti tutta