La mamma si chinò su di lei, l’accarezzò dolcemente e la baciò.
👱🏼‍♀
” Figlia mia” sussurrò la mamma, ” Io ti amo per quello che sei e per come sei, non per ciò che hai o per come sei fatta, e dal primo momento in cui mi accorsi che tu eri dentro di me sapevo che saresti stata un dono dal Cielo, nonostante tutto. Ma perchè mi fai questa domanda? ” chiese la mamma.
👧🏻
“Niente, così” rispose Cindy evasiva.
Stranamente, quella stessa sera, ogni bambino aveva chiesto la stessa cosa, e ognuno di loro aveva avuto la stessa risposta.

L’indomani Tommy, Lucas, Cindy e Vera si trovarono all’entrata della scuola intenzionati a raccontare tutto alla maestra perché ora che avevano visto e capito non potevano più fare finta di niente.
Dovevano solo aspettare il momento opportuno.
Quel giorno, durante l’ora di educazione sociale, venne introdotto un argomento nuovo:
con una serie di giri di parole, l’insegnante cominciò a balbettare qualcosa circa i fiori e gli alberi, che a volte nascono belli dritti, mentre a volte con qualche curva in più, che a volte sono carichi di fiori, invece a volte hanno solo qualche bocciolo, o alcuni sono addirittura senza.
Ma la maestra era visibilmente a disagio a dover affrontare quell’argomento.
😒
I quattro furbetti, intuendo subito dove la maestra volesse arrivare chiesero:
🧒🏻👦🏼👧🏻👧🏼
”Scusi maestra, ma queste diversità le possono avere solo le cose come le piante e i fiori e possono succedere anche ai bambini come noi?”
La maestra, sorpresa dalla domanda, in evidente difficoltà rispose:
👩🏼‍🏫
“Purtroppo caro Tommy, a volte ci sono bambini meno fortunati di voi che nascono con difetti fisici, e per questo sono più delicati e bisogna portar loro rispetto. Loro non possono fare tutto qullo che fate voi, sono molto tristi e piangono tutto il giorno”
👧🏻
“Certo” esplose Cindy “piangono tutto il giorno perchè nessuno li vuole, ma non perchè non siano bravi come noi, anzi, a volte lo sono di più!”
👩🏼‍🏫
"Cindy" intervenne la maestra “Ma che discorsi stai facendo? Chi ti ha messo in testa tutte queste stupidaggini?”
Fu così che allora i quattro amici decisero di raccontare tutto alla classe e ai compagni e, la maestra, che non poteva credere alle sue orecchie, pianse per la vergogna di quello che aveva detto:
in quel momento, pur non conoscendola, si era resa conto che anche lei aveva trattato Bella come una persona diversa e dalla quale prendere le distanze.

Quel pomeriggio fu il giorno più bello della sua vita: Bella sentì suonare il campanello di casa , andò ad aprire e.. sorpresa: tutta la classe di Tommy, Lucas, Cindy e Vera erano li, proprio davanti al cancello di casa sua, ed erano venuti per lei.
❤️

La nonna, che da sempre aveva vissuto sperando e attendendo che arrivasse quel momento, attirò a sè i quattro furfantelli e li baciò così teneramente che ancora ora, a distanza di tempo, se lo ricordano ancora il calore trasmesso da quell’abbraccio.
😘🤗

Nei giorni successivi, la preside della scuola volle incontrare i genitori di Bella e propose loro di permetterle di frequentare la scuola insieme agli altri bambini: per l’appunto, avrebbe fatto costruire dal miglior falegname del paese, dei banchi e delle sedie su misura apposta per lei, in modo da renderle più facile lo scrivere.
La mensa della scuola abbassò tutti i mobili dove venivano appoggiati piatti, bicchieri, forchette e cucchiai, e tutti i pavimenti della scuola da quel giorno erano super puliti perché Bella non poteva sporcarsi i piedi.

Da quel momento in poi, la vita sportiva e scolastica di tanti bambini cambiò.
Volete sapere come?
Il gioco della pallavolo diventò il gioco del pallapiede, cioè tutti i bambini seduti per terra che si lanciavano il pallone con i piedi anziché con le mani, mentre al corso di disegno non si disegnava più con le mani, ma con il pennello fra le labbra.

Per Bella fu veramente come rinascere un’altra volta, il raggiungimento di tutti quei sogni che fino ad allora le avevano permesso credere nella vita.😍

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