Quando si parla di dittatura sanitaria e di regime, o si propongono paragoni con la storia recente, l'interlocutore replica, con un moto di fastidio: " Ma quale dittatura? Se ci fosse, tu non potresti parlare, né le persone potrebbero manifestare".
In effetti, ai tempi di Hitler e Mussolini, di Stalin e di Pinochet, la dittatura era aperta, dichiarata, sanguinaria.
I tempi sono cambiati. Addirittura nel civile Occidente anche la pena di morte ha assunto, ipocritamente, un aspetto più umano e metodi truculenti come il capestro o la sedia elettrica sono stati accantonati e sostituiti da un' asettica iniezione letale: alla fine, però, il risultato è lo stesso, il condannato muore comunque.
Sei un medico e ti permetti di criticare le decisioni del governo? Ti radiano. Sei un giornalista e ti sfugge dalla penna qualche notizia che compromette la narrazione pandemica ufficiale? Ti bollano come un inventore di bufale e ti screditano.
Sei un artista che si pone delle domande? Ti isolano, non lavori più, ti uccidono professionalmente.
Il bello è che non puoi nemmeno fare il martire, perché sei tu il problema, l'ostacolo al ritorno alla normalità. Il ricattato ed il ricattatore si scambiano i ruoli, in uno strano mondo alla rovescia.
Sei tu il nemico.
Devi giocare con le regole del tuo avversario ed il banco vince sempre.
In nome dell'emergenza, tutto è lecito, in nome del bene comune, tutto è possibile.
La dittatura ha cambiato pelle, si chiama stato di necessità e guai a contestarlo.
I desaparecidos non li buttano più giù in mare dagli aerei, li ridicolizzano in mondovisione, li impoveriscono, li demonizzano, li costringono a rinchiudersi in casa, negano loro lavoro e socialità, non hanno diritto di manifestare.
In pratica spariscono da soli, senza sangue o apparente violenza.
Hanno ragione, questa non è la classica dittatura, il solito regime, ma qualcosa di inedito, di inquietante, di totalmente innovativo.
Il colpo di genio, diabolico, mostruoso , ma straordinariamente raffinato, è proprio questo: dare l'impressione di fare tutto per il bene comune, di difendere, in teoria, la vita e la salute e convincere che vada tutto vada fatto a qualunque costo, whatever it takes.
Credete sia un caso che abbiano scelto proprio chi ha pronunciato questa frase a capo del governo?

(Stefano Burbi)

1 comment

… c’è sempre qualche particolare che sfugge e manda tutto a puttane … 👀 … gli antichi la chiamavano Provvidenza … 😏