La ragione terza della manifestazione è la radicale modifica di tutto l'impianto di quel ricatto a strozzo meglio noto come Recovery Fund, strumento attualmente destinato in buona parte alla digitalizzazione. Il paradosso è proprio questo: per rispondere a una pandemia che pur uccidendo lo "zero-virgola" è apparentemente riuscita a minacciare i sistemi sanitari di tutto il mondo, si sta ora procedendo con una misura che non si concentra affatto sui sistemi sanitari. Non si comprende il perché di una tale assurdità, perciò si richiede con forza di fare una inversione a U e di potenziare tutti i principali settori pubblici (sanità, scuola, trasporti e così via).
La ragione quarta della manifestazione è la pretesa che i nostri media di massa promuovano finalmente un dibattito pubblico scientifico che sia intellettualmente onesto e massimamente aperto a quei medici, giuristi, filosofi e giornalisti che abbiano maturato una posizione critica nei confronti della narrazione istituzionale. Si richiede, in particolare, che i mezzi di informazione e i giornalisti di ogni testata facciano piena luce sui protocolli anti-covid elaborati da vari gruppi di medici e da varie associazioni, affinché le istituzioni politiche acquisiscano tali protocolli terapeutici e possano indicarli come misure di contrasto alla pandemia.
La ragione quinta della manifestazione è la richiesta di dimissioni in blocco dell'intero governo, e in primo luogo del Ministro della salute Roberto Speranza. Difatti, se è vero - come sostenuto dall'Avvocatura dello Stato - che nel computo dei decessi Covid siano stati inseriti tutti i soggetti positivi al virus, inclusi quelli che non hanno sviluppato alcun sintomo, allora Roberto Speranza va quantomeno processato per procurato allarme, essendo - in qualità di Ministro - responsabile di tutte le attività del suo Ministero. A tale rilievo si aggiunge la necessità di verificare eventuali responsabilità in termini di aggiornamento del piano pandemico, pure con riferimento al reato di epidemia colposa. Si aggiunge, infine, la necessità di considerare eventuali responsabilità passibili di giudizio a carico di ogni altro Ministro e dei Primi Ministri Giuseppe Conte e Mario Draghi. Dalla bacheca Facebook di Marco Zuccaro

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