È noto che la data del 3 novembre 2020 è quella relativa al voto e allo sfoglio elettorale, mentre quella del 6 gennaio 2021 è stata quella relativa al “false flag” che poi tutto il mainstream, inclusa wikipedia, controllato dalla cabala aschenazita del Nuovo Ordine Mondiale ha presentato al mondo come il giorno dell’insurrezione dei sostenitori di Trump definiti addirittura “terroristi”. Pertanto, non vi parlerò dei fatti del 6 gennaio poiché le indagini hanno abbondantemente dimostrato che NON vi fu alcuna insurrezione ma si è trattato di un “false flag” organizzato dai servizi deviati per poi fare ricadere la colpa sui sostenitori brutti e cattivi di Trump (la maggioranza degli amwricani è con Trump) che passeggiavano con donne e bambini fotografando come se si trovassero in un museo dopo che le forze dell’ordine li avevano fatti gentilmente accomodare spostando le transenne e aprendo le porte.
No. Sono cose ormai lapalissiane. Mi soffermerò invece sulle parole utilizzate da Trump, nello specifico al sostantivo “Insurrezione” che in genere si usa per riferirsi a un’azione forte, spesso armata, per sostituire i poteri di uno Stato. Insomma un colpo di Stato. Ora, le parole di Trump sono misurate, studiate, pure concordate probabilmente con Dan Scavino.
COSA SIGNIFICA?
Trump vuole dirci che il 3 novembre c’è stato un vero e proprio attacco agli Stati Uniti d’America che hanno messo a rischio la sicurezza nazionale. Un'insurrezione, appunto, un tentativo di golpe, di un colpo di Stato. Tutto ciò conferma quello che alcune fonti militari fecero trapelare tra pochissimi intimi già pochi giorni dopo. Donald J. Trump fu informato dell'attacco cibernetico per sabotare le elezioni americane già la notte stessa del 3 novembre. È a quel punto che Trump firma, in gran segreto, la notte stessa, l' “Insurrection Act”.