L’emergenza che stiamo vivendo non è solo sanitaria. Il globalismo senza frontiere, il mercato competitivo, l’austerità “espansiva” e la (non) cooperazione europea sono miti che si stanno sgretolando sotto gli occhi di tutti, anche dei più increduli. La politica è sparita e si affida alle scienza o forse allo scientismo, neologismo coniato da chi critica la sua propensione assoluta alla venerazione dei dogmi.
Esiste un confine tra i diritti inviolabili della persona e le determinazioni delle commissioni tecnico-scientifiche che hanno fermato il mondo? Per rispondere a questa domanda, a #Byoblu24 abbiamo invitato le menti che danno vita alla serie di convegni dal titolo inequivocabile “Scientocrazia”.
Ecco gli interventi di Enzo Pennetta, biologo, docente, saggista e fondatore di “Critica Scientifica”; Il Pedante, filosofo e autore di “La crisi narrata” e “Immunità di legge”; Pier Paolo Dal Monte, medico chirurgo e co-autore insieme a Il Pedante di “Immunità di legge”; Paolo Gibilisco, docente di Analisi Matematica e Probabilità all’Università di Roma Tor Vergata; e Micaela Bartolucci, docente e rappresentate di Programma101.
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Quindi alla fine un bilancio sociale viene sempre comunque fatto sulla intera popolazione, se si sta facendo una scelta politica ampia.
Certo se devo valutare l'efficienza di un ospedale userò degli altri numeri.
Quindi a livello di statistiche generali, a livello per esempio di Protezione Civile o di confronto tra regioni o stati, userei come denominatore l'intera popolazione. Che poi è quello che si fa quando si confronta il danno tra mortalità per altre cause nella medesima popolazione.Questo fornisce chiarezza, ammesso che essa sia l'obbiettivo ambìto.