Secondo uno studio della ricercatrice Erica Chenoweth, basato sull’analisi di 323 campagne di resistenza popolare tra il 1900 e il 2006, la protesta non violenta ha una maggiore probabilità di successo rispetto alla violenza. In particolare, lo studio ha dimostrato che per mettere in crisi un sistema totalitario basta una protesta non violenta di appena il 3,5% della popolazione. Questa percentuale rappresenta la soglia critica oltre la quale il regime non è più in grado di controllare la situazione e deve cedere alle richieste dei manifestanti. Lo studio ha anche evidenziato che le campagne non violente sono più inclusive, partecipative e durature nel tempo, rispetto a quelle violente.
Forme per esercitare una pressione sociale, politica ed economica sul sistema totalitario: marce, scioperi, boicottaggi, disobbedienza civile, arte di protesta, ecc.
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