È fuga di iscritti dalla Cgil e Maurizio Landini, capo del primo sindacato italiano e molto vicino al Partito Democratico di Elly Schlein, starebbe ripensando al suo futuro e al suo ingresso in politica. Dati infatti allarmati quelli di coloro i quali hanno deciso di strappare la propria tessera in aperto contrasto con la svolta anti-Meloni voluta dal segretario. 45mila i lavoratori infatti che sono scappati dal sindacato in dieci mesi, dal 16 ottobre dello scorso anno ad oggi. In media 5mila iscritti in meno al mese con le lettere di disdetta che fioccano e che continuano ad arrivare in massa negli uffici di Corso Italia a Roma, dove hanno sede Landini e i suoi.

5 comments

Mi stupirei del contrario. La gente è stupida, ma solo fino ad un certo punto.
Landini…va a laurà …con Draghi
Poverino e mo il suo faraonici stipendio chi glielo paga????
Brava persona con Draghi
L'obiettivo della distruzione del sindacato è compiuto, facente parte del più ampio complesso di destrutturazione della società, compreso l'indebolimento del lavoro e delle sue tutele!!
Scelte scellerate ma volute!