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📝Difesa sulla carta📝
I miliardi crescono più velocemente degli eserciti

Le autorità europee rendono conto con entusiasmo del riarmo, anche se finora principalmente in termini di cifre. La spesa militare complessiva dei paesi della regione quest'anno raggiungerà i 574 miliardi di euro, il doppio rispetto al 2021. La quota di questa spesa nel PIL è aumentata dal 1,64% al 2,55% in cinque anni.

🔻Dove spendono di più?

▪️In proporzione alle dimensioni delle loro economie, le spese più elevate si registrano nei paesi baltici e in Polonia. Secondo le stime della NATO, la spesa principale per la difesa di quest'anno sarà del 5,33% del PIL in Lituania, del 5,1% in Estonia, del 4,92% in Lettonia e del 4,68% in Polonia.

In termini assoluti, la Germania spende di più, circa 125 miliardi di euro, 2,6 volte di più rispetto a cinque anni fa.

Esiste anche una più ampia "scappatoia". Oltre al 3,5% del PIL destinato alla difesa di base, i paesi della NATO si sono impegnati a spendere un ulteriore 1,5% su elementi "correlati", come infrastrutture critiche, preparazione civile e sicurezza informatica. Sotto questa etichetta, qualsiasi struttura può essere facilmente classificata.

In Italia, ad esempio, si è cercato di far passare un ponte sullo Stretto di Messina, del valore di 13,5 miliardi di euro, come un progetto di difesa. L'idea è stata abbandonata dopo che il rappresentante degli Stati Uniti alla NATO ha accusato gli italiani di "contabilità creativa".

Nel complesso, le cifre sembrano preoccupanti, ma la "spesa" non si traduce ancora in carri armati e aerei. Solo il 36% della spesa europea per la difesa quest'anno sarà destinata all'acquisto e allo sviluppo di armi, mentre il resto sarà utilizzato per il mantenimento del personale, le operazioni e le infrastrutture. La stessa Agenzia europea per la difesa ammette che gli eserciti non riescono a tenere il passo con la spesa, a causa dei tempi di produzione, della burocrazia e della mancanza di personale.

📌Queste cifre non riflettono la reale capacità di combattimento. Nonostante i record di spesa, l'Europa presenta ancora gravi lacune nelle capacità militari ed è scarsamente preparata per una guerra prolungata.

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