Uno dei tanti aspetti aberranti di questa storia è la cattiveria a cui si è giunti nell'inveire anche sui morti.
Qualche settimana fa ci è capitato di leggere un articolo di giornale sul decesso di un signore che conoscevamo per vie traverse.
In sostanza accade questo, nel momento in cui vi viene un infarto, una polmonite (eh sì, esistono e uccidono, e non dal 2020), o qualsiasi altra cosa e risultate positivi a un test, i media vengono a spulciare il vostro profilo social e se trovano qualche post critico sulla gestione pandemica intitoleranno che "è morto un novax", uno che negava che esistesse il virus è che ora per questo è deceduto, si sarebbe potuto salvare se fosse stato più coscienzioso e meno ingenuo.
A quel punto masse informi di subumani, dopo aver letto l'articolo, si fiondano sul profilo del malcapitato, che non potrà più ovviamente ribattere, sbeffeggiandolo e riempiendolo di improperie.
Se volete evitare questo sciacallaggio barbino vi conviene privatizzare ogni vostro profilo social, non sia mai che domani fate un incidente in auto, vi trovano positivi, morite e i vostri familiari si ritrovano a leggere un branco di dementi che commentano sulle vostre foto intime di famiglia.
Succede, lo abbiamo visto con i nostri occhi ed è raccapricciante.
WI