La cosa che dovremmo comprendere, pena l'oblio, è che navighiamo tutti sullo stesso fragile vascello, respiriamo tutti la stessa aria viziata caratterizzante questo clima infame, viviamo tutti sotto lo stesso cielo plumbeo. Ogni restrizione per un non vainato è una minaccia per il vainato. Ogni sofferenza, ogni sopruso inflitto all'uno è un monito all'altro a non trasgredire, una compressione feroce anche della sua libertà. Qualsivoglia amenità partorita, ogni assurdità spacciata per misura di salute pubblica, lo stupro quotidiano del diritto e del buonsenso, sono un attentato all'essere umano ed alla sua natura, benedetto o meno che sia. Se una posizione di falso privilegio, di apparente ricompensa per la cieca obbedienza, nasce dall'esercizio arbitrario del potere e dalla violenza ad esso connessa, se prende vita e forma da illogiche limitazioni imposte ad altri, se ciò che prima ti apparteneva in quanto uomo ti viene restituito sotto forma di concessione a tempo determinato,il pericolo che corriamo è grave. Siamo tutti dalla stessa parte: va*nati e non va*nati, con zero o tre dosi di siero in corpo, con il green pass o senza, che ne dica la misera propaganda di regime atta solo a dividere, a seminare odio, a mistificare la realtà ed avvelenare i pozzi. Vederci uniti sotto un unico vessillo è il loro incubo peggiore, non dimentichiamolo mai.