Vivere immersi in un contesto di comunicazione politica basata sul catastrofismo dei dati, giocando per di più sull’ignoranza tecnica della lettura di essi, induce alla legittimazione del controllo dei dati come forma di soluzione al panico che essi generano. In poche parole, chi controlla i dati o perlomeno dà l’impressione di riuscire a modificarli – che siano dati veri o no poco importa – assume all’opinione pubblica i tratti di un messia redentore, perché interrompe per un attimo la trama negativa che appesta l’immaginario collettivo.
Per questa ragione si può dire che ci sono troppi ricoverati in terapia televisiva, perché troppi sono coloro che fanno dei dati comunicati il criterio di discernimento ed azione.
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