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Giornalista: Perché state protestando?

Manifestante: Solo per fare danni...

Giornalista: Aspetti, aspetti! Sapete voi, in realtà, perché sono venuti a manifestare?

Manifestante: Certo che lo so! Perché... beh, innanzitutto... il cibo nella mensa è troppo caro.

Giornalista: E altro?

Manifestante: Beh... c'è anche altro... tante altre cose.

Giornalista: Ma quando si partecipa a una manifestazione, bisogna capire perché lo si fa.

Manifestante: Sì, sono d'accordo. Perché io non posso andare da nessuna parte... cioè, partecipare a qualcosa...

Giornalista: Quando si partecipa a una manifestazione, bisogna capire per cosa si sta lottando.

Manifestante: Sì, siamo qui solo per distruggere tutto! Non ce ne importa niente!

1 comment

Bé mi sembra normale che la rabbia non sia sostenuta da un sottostante lógico, é lo specchio di questa società senza valori e senza ragioni per una vita che valga la pena di essere vissuta. Giusto quindi che non ci sia un perché alla rabbia, ma solo la coscienza che é opportuno distruggere questa società distopica per poter costruire dopo, forse, qualcosa di diverso, insomma il "there si not alternative" alla distruzione per chi aveva creato questo motto per giustificare la sua esistenza.