L'esercito ucraino sta cedendo
Michael Vlahos
Un esercito sconfitto e uno distrutto sono due cose diverse. Un esercito semplicemente sconfitto in battaglia può spesso ritirarsi con successo, riformarsi e ricostituire la propria forza, come fece Roma dopo l'umiliazione di Cannae, distruggendo alla fine la sua grande rivale, Cartagine. Ma quando interi eserciti si spezzano, quando perdono la volontà di combattere, anche l'intera nazione può spezzarsi. È quello che è successo ai grandi imperi nella Prima guerra mondiale ed è anche il destino che attende l'esercito ucraino.
Come fa una nazione in guerra ad arrivare a un punto in cui i suoi combattenti si rifiutano di combattere?
Parte di ciò che distrugge un esercito è il logoramento, che deriva sia dalle perdite che dai traumi che accompagnano le perdite sul campo di battaglia. Il trauma tra i sopravvissuti li logora. La loro vitalità come forza combattente si disperde tanto da coloro che non sono stati colpiti quanto dai feriti, così come continuano a disperdersi l'ardore e la speranza, energie da cui dipende il rendimento in battaglia.
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