Quando i genitori osano ribellarsi alla sua inflessibilità, la <<<tutrice>> si trasforma in ideologa del conformismo di Stato. Nella surreale nota del 22 dicembre 2025 scrive: <<Educare significa anche porre dei confini e le regole, anche quelle sociali, non sono privazioni di libertà ma atti di cura [...]. Il rifiuto o la negazione di tali meccanismi possono determinare esclusione, marginalità e disadattamento. Anche il privilegiare ad ogni costo lo sviluppo della sfera emotiva a discapito di quella cognitiva rappresenta una adulterazione che deve necessariamente portare alla difesa dei diritti dell'infanzia>>. Traduzione: se non educate i vostri figli secondo i canoni imposti dalla sottoscritta, siete sociopatici e lo Stato fa bene a portarveli via. Cosa puntualmente successa.
Anche dopo il collocamento coatto dei bambini in struttura, l'<<animosità ed il conflitto>> della D'Angelo non si sono fermati. Il documento denuncia una vendetta fredda consumata sulla pelle dei minori, evidenziando come l'assistente sociale abbia opposto "l'unico diniego alle telefonate libere tra i bimbi e la nonna materna piuttosto che la zia>> e vietato persino l'incontro con amici della coppia con bambini piccoli. Il tocco finale di questa vertigine di onnipotenza è la violazione della riservatezza professionale per parlare con la stampa ed esprimere il suo concetto di << bene>> imposto dall'alto con il manganello burocratico.
Che un approccio diverso e autenticamente umano fosse possibile lo dimostrano gli stessi fatti: Catherine Birmingham a Bologna ha incontrato assistenti sociali locali che ha definito come "donne meravigliose ed estremamente disponibili». Nessuna preclusione ideologica della famiglia verso le istituzioni, dunque.
Ora la parola passa al Consiglio di disciplina. Resta l'indignazione profonda per una professione nobile che, nelle mani sbagliate, rischia di trasformarsi da scudo per i più deboli a lancia del più bieco e illiberale Stato etico.
2/2
https://www.laverita.info/famiglia-e-pro-vita/casa-bosco-assistente-sociale-abruzzo