🇪🇺🇨ðŸ‡ðŸ‡«ðŸ‡·ðŸ’¡LA CRISI ENERGETICA RISCHIA DI FERMARE ANCHE LA RICERCA IN EUROPA? IL CASO DEL CERN
Il rischio chiusura per crisi energetica non solo minaccia industrie, aziende manifatturiere e famiglie, ma compromette il settore della ricerca scientifica.
Il Large Hadron Collider (LHC) l’acceleratore di particelle situato presso il CERN di Ginevra che è utilizzato per ricerche sperimentali nel campo della fisica delle particelle potrebbe fermarsi parzialmente o completamente per garantire la stabilità della rete nelle vicine regioni francesi e svizzere che sono in difficoltà . Il rischio è stato avanzato da Serge Claudet, presidente del gruppo di gestione energetica del CERN il quale non esclude di mettere fuori uso il collisore più potente del mondo.
Il combinato disposto della crisi energetica senza precedenti, a causa dell'interruzione delle forniture di gas russo attraverso il gasdotto Nord Stream, della scarsa produzione di energia nucleare in Francia, della crisi energetica in Svizzera e dell'aumento vertiginoso dei prezzi di gas ed elettricità sta scombussolando il sistema europeo su più fronti.
La Svizzera e la Francia - le cui reti sono utilizzate dal CERN per alimentare il supercollisore e altri sette acceleratori di particelle per lo studio della materia e due deceleratori per lo studio dell'antimateria - sono tra le più colpite
Uno dei maggiori clienti di EDF è proprio il CERN, che consuma 1,3 terawattora di elettricità all'anno. Si tratta di una quantità di energia sufficiente ad alimentare 300.000 abitazioni per un anno. Nei picchi di consumo, solitamente da maggio a metà dicembre, il CERN utilizza circa 200 MW, pari a circa un terzo dell'energia utilizzata per alimentare la vicina città di Ginevra.