ALZARSI DAL LETTO?
Boh. Il fatto tragico è che della cosiddetta “realtà” (così come l’ho definita nel post di ieri) incomincia a non fregarmene più nulla. “Alienarsi dall’alienazione” inizia a diventare un precetto etico che affonda le sue radici in un inconscio da troppo tempo assuefatto, ad esempio, a vivere il telefono cellulare come un portatore, 24 ore su 24, di inc*late, proposte a vuoto, ansie patogene e gramigna subumana varia. Così come la possibilità di incontrare ripetitori umani delle peggio c*zzate di regime che vi raccontano con occhi disciolti in materiale di scarto le stesse cazzate della Orwell Television nuoce troppo alla salute. E il conoscente che stimavate e che dopo 40 di esperienza ospedaliera vi viene a dire che si è fatto il cinvac non motivandovi, come ti aspetteresti e accetteteresti, alcunché ma “perché lo fanno tutti e allora anch’io” fa male al cuore e alla ragione. Gli esempi sono infiniti e infettano ogni minuto del quotidiano. Dalle Olimpiadi che come il gatto di Schroedinger ci saranno ma non ci saranno allo stesso tempo all’email lunghissima che scriverete già con la consapevolezza che non avrete risposta all’umiliazione di considerare l’opportunità di considerare sottolavori pagati un decimo di quello che sarebbe stato pagato tre anni fa dovendo in sovrappiù fare da psicanalisti improvvisati a chi ve lo commissiona mentre altri lavori proposti con pagamento a tre mesi diventano a sei e poi dopo un anno siete lì a valutare se prendere un avvocato per farvi pagare 300 euro inc*latevi l’anno precedente. Il fatto è che questa lista infinita è quella che a luglio 2021 prende il nome di “realtà”, appunto. Un mio caro, adorato amico, una delle persone che più stimo mi ha raccontato di avere provato l’ero*na, dopo una vita lontana, lontanissima da questo tipo di suggestioni: sempre per reggere la “realtà”. Mentre scrivo questo post sono a letto sveglio da tre ore. L’idea di alzarmi mi genera il vomito. Ieri sono andato a letto alle 10 di sera con una raccolta di sei ore di Bach. E ora?
Accendere il telefono e partire con l’overdose di ansia a vuoto abituale? Sapendo che delle ore del giorno che consideravi libere molte saranno occupate da intralci burocratici e problemi tecnici inimmaginabili e irraccontabili? Qualcuno mi dice che sono depresso. Credo abbia ragione. Del resto, l’alternativa è il matrimonio con la più squallida follia allucinatoria. Forse la depressione è una forma di resistenza...
E adesso, che schifo, mi alzo. Dalla pagina Facebook di Aldo Nove

2 comments

Si, gli Italiani fanno in fretta a diventare fascisti, ma non così in fretta di come diventano nazisti! È l'ignoranza al potere bellezza!
tutto vero, è allucinante