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Mezzo milione di visualizzazioni per una polemica nata da una riga di commento e finita a colpi di invettive social. Ma dietro lo spettacolo del ring tra l'economista Emiliano Brancaccio e il filosofo Andrea Zhok c'รจ una faglia profonda, che spacca in due il modo stesso di pensare l'alternativa al sistema attuale.
Da un lato, lโarroccamento sulla competenza tecnica: l'idea che senza capire i flussi di capitali e i trattati europei ogni critica sia impotente (un limite che ha condannato all'impotenza esperienze come Tsipras o i Cinque Stelle).
Dall'altro, la difesa del campo culturale e dei legami sociali contro un capitalismo che colonizza l'immaginario e mercifica persino il corpo e la natura umana.
Nel mezzo, una parola contesa e logorata: "sovranismo". Ha senso abbandonarla del tutto alla destra di governo, o รจ proprio lรฌ che si gioca la partita per ricostruire un controllo democratico contro i poteri tecnocratici?
Nel mio ultimo articolo provo a smontare questa "guerra del termine", cercando di salvare la densitร del dibattito oltre la superficie del dissing.
๐ Leggi l'analisi completa qui:
https://megachip.globalist.it/democrazia-nella-comunicazione/2026/05/27/la-guerra-del-termine-brancaccio-zhok-e-il-sovranismo-che-nessuno-vuole-ma-tutti-usano/