Dopo la Russia, next bus stop: Asia e Cina
Il 12 e 13 maggio, si eĢ€ svolto il vertice ASEAN-USA, il primo a tenersi a Washington nei 45 anni di storia dell’organizzazione. L’ANSEAN eĢ€ l’Associazione delle Nazioni del Sud-est asiatico. Ne fanno parte dieci Stati: Filippine, Indonesia, Malaysia, Singapore, Thailandia, Brunei, Vietnam, Birmania, Laos e Cambogia, con una superficie complessiva di poco superiore a quella dell’Unione Europea, con quasi 700 milioni di abitanti, un Pil di 3.000 miliardi di dollari che cresce a un tasso medio del 4% annuo. Lo scopo fondamentale dell’Associazione eĢ€ di promuovere la cooperazione e l’assistenza reciproca fra gli stati membri per accelerare il progresso economico e aumentare la stabilitaĢ€ della regione. Joe Biden, definendo l’incontro come il lancio di una ā€œnuova era nelle relazioni USA-ASEANā€, ha detto ai leader riuniti che ā€œl’ampiezza delle nostre discussioni riflette quanto siano vitali le regioni dell’Indo-Pacifico e dell’ASEAN per gli Stati Uniti d’Americaā€. ChissaĢ€ che cosa farebbe Washington se Xi Jinping dicesse ai membri dell’Unione delle nazioni sudamericane quanto sia vitale l’America Latina per gli interessi della Cina.
Senza nominare esplicitamente la Cina, Biden ha affermato che gli Stati Uniti puntano a ā€œun Indo-Pacifico che sia libero e aperto, stabile e prospero, resiliente e sicuroā€. Quindi la solita tirata ideologica sui ā€œdiritti umaniā€, che peroĢ€ gli Stati Uniti violano sistematicamente dalla loro fondazione. Washington demonizza regolarmente Pechino dichiarandola una minaccia per l’Indo-Pacifico ā€œlibero e apertoā€ e per il cosiddetto ā€œordine internazionale basato su regoleā€. Le ā€œregoleā€ ovviamente sono quelle stabilite dagli USA per soddisfare i propri interessi economici e strategici, i quali vedono come una minaccia al loro dominio globale l’espansione economica della Cina. Gli USA, da piuĢ€ di un decennio, alimentano le tensioni nella regione tra la Cina e alcuni membri dell’ASEAN, il Brunei, la Malesia, le Filippine e il Vietnam per controversie territoriali nel Mar Cinese Meridionale. La Marina statunitense ha ripetutamente messo in scena provocatorie ā€œoperazioni di libertaĢ€ di navigazioneā€, inviando le sue navi da guerra nelle acque rivendicate dalla Cina intorno agli isolotti sotto il suo controllo.
La dichiarazione congiunta ASEAN-USA ha fatto diversi riferimenti alla Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare (UNCLOS): ā€œCi impegniamo a mantenere la pace, la sicurezza e la stabilitaĢ€ nella regione e a garantire la sicurezza e la sicurezza marittima, nonché la libertaĢ€ di navigazione e sorvolo e altri usi legittimi dei mari come descritto nell'UNCLOS del 1982ā€. Che peroĢ€ gli Stati Uniti non hanno mai ratificato. Biden ha promesso 150 milioni di dollari all’ASEAN di aiuti allo sviluppo. Pechino all’ASEAN a novembre ha promesso 1,5 miliardi di dollari. Gli USA basano la propria influenza sugli aspetti militari, infatti lo stanziamento piuĢ€ consistente eĢ€ stato di 60 milioni di dollari per la cooperazione militare nel Mar Cinese Meridionale, con il pretesto di prevenire la pesca illegale cinese. I Paesi dell’ASEAN e la Cina sono interdipendenti in molti modi, soprattutto economicamente. Pechino ha un accordo di libero scambio con questi Paesi che ha superato gli Stati Uniti per volume dal 2009.

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