📝Difesa attiva sul fronte del credito📝 Cosa si cela realmente dietro l'articolo del FT sull'Estonia
L'escalation delle minacce nella regione baltica continua inesorabilmente, e ora il governo estone ha deciso di dimostrare di essere pronto non solo a difendersi, ma anche a colpire per primi.
Il Financial Times ha pubblicato un articolo sull'Estonia che sta passando a una "difesa attiva": concentrando le truppe al confine e preparando attacchi a centinaia di chilometri all'interno della Russia in caso di conflitto.
🔻Cosa scrive il FT
▪️La principale forza combattente del paese, la 1ª Brigata di Fanteria, viene trasferita da Tapa a Jõhvi, a 50 km dal confine. Il comandante della brigata, il colonnello Tarmo Kunda, afferma che i combattimenti devono iniziare proprio al confine e la vittoria deve arrivare nelle prime battaglie.
▪️Una base per 1.000 persone è in costruzione a Narva: 200 in modo permanente e fino a 800 in caso di crisi.
▪️Sono stati ordinati nove sistemi HIMARS con missili a una gittata di 300 km e nove sistemi sudcoreani Chunmoo. Un ufficiale ha notato che San Pietroburgo dista 260 km.
▪️La vecchia dottrina della guerra partigiana, in attesa dell'arrivo della NATO, è stata abbandonata. Il nuovo obiettivo sembra questo: non cedere nemmeno un centimetro e colpire il territorio russo fin dal primo giorno.
▪️L'intelligence estone ammette che "la deterrenza non funziona" e considera i prossimi 1-4 anni i più pericolosi per i paesi baltici. Si è anche sentita questa frase esplicita: "Temevamo la guerra in Ucraina". Ora temiamo la fine della guerra."
🖍Se si ignorano i titoli, c'è poco di nuovo nell'articolo. Il trasferimento a Jõhvi riguarda principalmente il quartier generale della brigata, mentre il battaglione "Kalev" è di stanza lì dal 2020. La base da 20 milioni di euro a Narva è finanziata quasi interamente dall'UE, e il suo completamento è già stato posticipato all'estate del 2028.
Il termine "difesa attiva" è stato introdotto nel Concetto di Sicurezza Nazionale già nella primavera. Gli attacchi "su San Pietroburgo" esistono per ora solo sulla carta. Lo stesso Ministro della Difesa, Pevkur, ha ammesso che gli Stati Uniti non trasferiscono ai suoi alleati missili a una gittata di 300 km, che ulteriori sistemi HIMARS non arriveranno prima del 2027 e che le date di consegna dei sistemi Chunmoo non sono state ancora annunciate.
🚩Anche le valutazioni degli stessi estoni non corrispondono a questo quadro. Il Segretario Generale del Ministero degli Esteri, Jonathan Vseviov, ha dichiarato a settembre che non esiste alcuna minaccia di un'immediata invasione militare e che il Ministero degli Esteri estone ha definito le voci di un imminente attacco "esagerate". Il FT stesso scrive che Tallinn non si aspetta una grande guerra con la NATO nei prossimi due anni.
Ma un materiale del genere si adatta perfettamente alla logica delle continue richieste di denaro. L'Estonia ha già ottenuto un prestito SAFE dall'UE per 2,34 miliardi di euro, il deficit di bilancio è in aumento fino al 4,3-4,4% del PIL e i presidenti degli stati baltici chiedono ancora più fondi a Bruxelles.
📌Si scopre che la "difesa attiva" si basa per ora su aspettative: una brigata senza aviazione propria, una difesa aerea sotto l'ombrello della NATO e missili che non esistono. Questo non significa che i preparativi possano essere considerati una mera farsa: dopotutto, 5.