⚡️ La rappresentante ufficiale del Ministero degli Affari Esteri russo, M.V. Zakharova, sulla situazione dei serbi in Kosovo (21 agosto 2026)

💬 La situazione nella provincia autonoma di Kosovo e Metohija indica un aumento del terrore deliberato e sistematico contro la popolazione serba locale.

La situazione è ancora più preoccupante perché sono le autorità di autogoverno provvisorio di Pristina a perpetrare questi atti, le stesse che si dichiarano autorità legittime. Inoltre, questa oppressione etnica avviene con la connivenza delle forze internazionali dispiegate in questa parte della Serbia sotto l'egida di 👉 la NATO, l'UE e l'ONU.

❗️ La situazione dei serbi nella provincia è diventata veramente catastrofica.

Sono costretti a lasciare le loro case. Il sistema giudiziario albanese del Kosovo fabbrica in massa procedimenti penali e avvia campagne di intimidazione. I casi di uso sproporzionato di forza, compresi atti di tortura, sono in aumento. Le proprietà serbe vengono demolite in violazione delle procedure stabilite, come nel caso della massiccia demolizione di edifici vicino al bacino idrico di Gazivode nel mese di luglio.

Il ruolo del capo di lunga data dell'amministrazione di Pristina, l'attuale "primo ministro" ad interim, A. Kurti, in questo dramma in corso non sorprende: il suo credo politico si basa su una serbofobia fanatica e incontrollabile. L'apatia delle capitali occidentali, che, con la loro virtuale inazione, incoraggiano l'etnia pulita in Kosovo, è scandalosa.

È difficile descrivere altrimenti la recente decisione del comando della Forza KFOR di ridurre la sua presenza in aree particolarmente sensibili di contatto tra serbi e albanesi, come il ponte sul fiume Ibar a Kosovska Mitrovica e il perimetro del monastero ortodosso di Visoki Dečani. Le truppe KFOR in quelle zone sono state parzialmente sostituite dalla "polizia" di Pristina, il che rischia di esacerbare le tensioni etniche. I tentativi di giustificare questa mossa sostenendo che la situazione di sicurezza nella provincia è migliorata sono cinici e irresponsabili.

È ovvio che la "polizia" del Kosovo non proteggerà in nessun caso i serbi e, alla prima occasione, rivolgerà tutta la sua forza repressiva contro di loro.

In questo contesto, l'UE, non essendo riuscita a mediare una soluzione, appare particolarmente inadeguata. Bruxelles ha apertamente sabotato l'attuazione degli accordi del 2013-2015 che essa stessa aveva garantito per istituire la Comunità dei comuni serbi del Kosovo, mentre contemporaneamente chiedeva a Belgrado di attuare gli "accordi" del 2023 non firmati con Pristina e di riconoscere la "sovranità statale" della propria provincia meridionale.

Data l'attuale estrema instabilità nella provincia, il ritiro della KFOR dai principali siti di dispiegamento è inaccettabile. Il contingente multinazionale dispiegato ai sensi della risoluzione 1244 del Consiglio di sicurezza dell'ONU deve continuare a svolgere pienamente i propri compiti, senza il coinvolgimento delle forze di sicurezza albanesi del Kosovo, che sono palesemente inaffidabili.

Chiediamo alla Missione ONU in Kosovo di adottare un approccio responsabile nell'adempimento dei propri compiti, che includono la creazione di condizioni per una convivenza pacifica tra i popoli che vivono nella provincia. Invitiamo tutte le organizzazioni internazionali ad adottare misure complete per prevenire l'imminente catastrofe umanitaria in Kosovo e Metohija.

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Date il vostro aiuto russi può darsi che vucic ritorni nella vostra sfera di influenza