Perfino l’IA vi spiega bene le criticità dell’alta corte. Mi fa piacere vedere che sono le stesse che avevo individuato dal primo momento. Questa riforma costituzionale è irricevibile:

1. Quota laica più alta rispetto al CSM attuale
Oggi la sezione disciplinare del CSM ha 2/3 togati e 1/3 laici (proporzione fissa). Nell’Alta Corte i togati sono 9/15 (60%), i “laici” 6/15 (40%). La componente non togata è quindi relativamente più forte, e la sua influenza può essere decisiva in casi borderline o su sanzioni gravi (sospensione, rimozione, ecc.).
2. Nomina presidenziale e elenco parlamentare senza quorum rafforzato
• I 3 nominati dal Presidente della Repubblica dipendono dalla sua discrezionalità (pur con limiti formali). In un sistema polarizzato, il Capo dello Stato potrebbe essere percepito come vicino a una parte politica.
• I 3 sorteggiati dall’elenco parlamentare vengono eletti a maggioranza semplice (non è prevista in Costituzione una maggioranza qualificata come per i giudici costituzionali o altre nomine).
→ In presenza di un premio di maggioranza elettorale (o di una coalizione forte), la maggioranza di governo può eleggere tutta la lista con i propri candidati “di fiducia” (professori/avvocati allineati).
→ Poi il sorteggio tra questi (o un numero limitato) rende l’estrazione prevedibile o pilotabile se l’elenco è “monocolore”.
→ Risultato: fino a 6 membri su 15 (40%) possono finire sotto influenza politica diretta/indiretta, senza il contrappeso del sorteggio “secco” tra togati.
3. Presidente eletto tra i laici
Il vertice dell’organo (che dirige i lavori, influenza l’agenda, ecc.) è scelto esclusivamente tra i 6 laici di estrazione politica/parlamentare → rafforza il peso della componente non togata.
4. Assenza di garanzie ulteriori
• Non c’è obbligo costituzionale di maggioranze qualificate per l’elenco parlamentare (a differenza di altre nomine).
• Il doppio grado è interno all’Alta Corte stessa (impugnazione davanti a sezione diversa), senza ricorso esterno automatico alla Cassazione (salvo forse per legittimità, ma resta controverso).
• In caso di Parlamento “forte” (maggioranza schiacciante), si potrebbe avere un organo disciplinare con una componente laica politicamente omogenea, capace di orientare le decisioni su magistrati “scomodi”.
In sintesi: il controllo non è diretto (non nomina il governo o il Parlamento i giudici), ma indiretto e potenziale attraverso la nomina presidenziale + l’elezione a maggioranza semplice dell’elenco + sorteggio temperato + elezione del presidente tra laici. I critici ritengono che questo renda l’Alta Corte più vulnerabile a influenze politiche rispetto all’attuale sezione disciplinare del CSM (più blindata dai togati e presieduta dal Capo dello Stato).
Il fronte del SÌ ribatte che è proprio il contrario: toglie la disciplina dalle “correnti” interne alla magistratura, rendendola più terza e severa. Ma il timore del NO è che, in assenza di quorum alti, la politica di turno possa “confezionare” la componente laica a proprio vantaggio, trasformando l’Alta Corte in leva di pressione su giudici e PM.

6 comments

Dalomento che questa riforma non migliora il funzionamento della giustizia per ammissione di Nordio e altri parlamentari e inutile parlare di tecnicismi.Soldi buttati .Questi gov di dx e sinistra sono anni che si danno da fare per distruggere la Costituzione e l Italia cosa si pensa ora che il referendum sia per gli italiani? assolutamente no.
Dimentichi di dire che niente potrà mai essere peggio della deriva correntista di adesso.
Daniele Basso
Avvocato ho letto poco fa che nella composizione dell' Alta Corte Disciplinare dei Collegi Giudicanti, tutto è rimandato ad una legge ordinaria, una sorta di delega in bianco. È prevista la rappresentanza dei togati ma non è specificata la maggioranza.
Ma io credo che ad esempio in un Collegio Giudicante di 5 persone, 3 saranno togati (tra giudici e Pm), 1 laico e 1 di nomina del Pdr altrimenti si andrebbe in contraddizione con la composizione originale dell' Alta Corte stessa . Non crede?
Sara
Daniele Basso
Avvocato ho letto poco fa che nella composizione dell' Alta Corte Disciplinare dei Collegi Giudicanti, tutto è rimandato ad una legge ordinaria, una sorta di delega in bianco. È prevista la rappresentanza dei togati ma non è specificata la maggioranza. Ma io credo che ad esempio in un Collegio Giudicante di 5 persone, 3 saranno togati (tra giudici e Pm), 1 laico e 1 di nomina del Pdr altrimenti si andrebbe in contraddizione con la composizione originale dell' Alta Corte stessa . Non crede?
Ci si aspetta che nella composizione dei collegi venga rispettata questa proporzione (3/5 togati e 2/5 laici) ma la norma di fatto non dice espressamente che i collegi verranno composti nel rispetto della stessa, rinviando ad una legge ordinaria successiva. In ogni caso, anche dando per scontato che sarà rispettata, un collegio da 5 sarebbe composto da 3 togati e 2 laici, con una modifica degli equilibri in favore della componente politica che vede aumentato il suo peso all'interno del collegio.
L'attuale Sezione Disciplinare del Csm è composta infatti da 6 membri, di cui 4 togati e 2 laici (nella proporzione di 2/3 togati e di 1/3 laici).
per me la priorità è limitare lo strapotere dei pm sulla società anche attraverso la separazione delle carriere per cui ho convintam ente votato SI