Come già nei bonapartismi di ieri, l'improvvisa ascesa del cosiddetto "uomo solo al comando", ogni volta acclamato dal popolino ipnotizzato e dalla stampa servile come novello duce, non è che la risultante di contraddizioni che permettono l'enfiarsi del potere esecutivo nella paralisi reciproca delle fazioni di classe. Già Karl Marx, oltre 170 anni fa, nella seconda prefazione a “Il diciotto brumaio di Luigi Bonaparte” a riguardo scrive parole che, mutatis mutandis, bene si attagliano alla ormai trentennale deriva autoritaria del Belpaese abituato a delegare i propri destini al leader della Provvidenza di turno.