Quando si pensa sempre allo stesso problema, ossessivamente, nella mente umana accade che esso si ingigantisce sempre piu’.
Se per esempio noi ci focalizzassimo sul nostro neo sulla fronte, questo neo si trasformerebbe a lungo andare in una macchia gigantesca orribile. Il nostro sguardo continuerebbe a cadere in quella direzione e perderemmo così il senso dell' oggettività.

Ecco perché i media a livello mondiale si comportano in tal maniera con la situazione pandemica. Essi sono come lo sguardo che continua a cadere sempre nella stessa direzione. In base al loro obiettivo, fanno focalizzare le masse su un argomento.
Da due anni noi assistiamo ad una clamorosa monopolizzazione, sembra che non accada nient'altro al di fuori di un virus assassino che saltella per il globo.
Tale modus operandi chiaramente inganna e fa percepire un problema piu’ grande di quello che è in realtà.

Stesso discorso vale per la controinformazione, che di rimbalzo si occupa solo di tale argomento.
Anche noi siamo immersi in questa logica, a volte vorremmo spostare il focus su altre problematiche, poi però apriamo la posta e ci cadono le braccia. Leggere la disperazione delle persone rende ancora più difficile una svolta narrativa.

La gravità di quanto sta accadendo in Italia è tutta lì, in quei messaggi.
Specialmente nell'ultimo periodo, riceviamo sfoghi da ragazzi giovanissimi buttati fuori dalla squadra sportiva in cui giocavano, dal cast di attori a teatro, dall'orchestra in cui suonavano. Giovani sani e innocenti cacciati da qualsiasi attività e a cui viene impedito di vivere da ogni punto di vista.
Non sappiamo più cosa rispondere a costoro, ormai quando ci dicono "vado all'estero", non facciamo altro che dargliene atto.
Questi ragazzi non se ne fanno niente di frasi come "resisti". I migliori anni della loro vita gli vengono rubati, è un fatto. Non sanno che pesci prendere.
È sempre più difficile dare consigli di speranza che non siano quelli di fuggire da questo sciagurato paese e dai suoi cittadini collaborazionisti.

Di fronte a uno scenario così, fare analisi filosofiche, denunciare gli aguzzini, consigliare loro di resistere e di cambiare le cose in Italia è sempre più complesso.

Non ci arrenderemo mai all'avvento dell'inumano ma non si può certo dar torto a chi oggi fugge in posti dove si respira un po' meglio per tentare di ricostruire le basi minime di un'esistenza dignitosa. Basi che in Italia non esistono più.

WIQuando si pensa sempre allo stesso problema, ossessivamente, nella mente umana accade che esso si ingigantisce sempre piu’.
Se per esempio noi ci focalizzassimo sul nostro neo sulla fronte, questo neo si trasformerebbe a lungo andare in una macchia gigantesca orribile. Il nostro sguardo continuerebbe a cadere in quella direzione e perderemmo così il senso dell' oggettività.

Ecco perché i media a livello mondiale si comportano in tal maniera con la situazione pandemica. Essi sono come lo sguardo che continua a cadere sempre nella stessa direzione. In base al loro obiettivo, fanno focalizzare le masse su un argomento.
Da due anni noi assistiamo ad una clamorosa monopolizzazione, sembra che non accada nient'altro al di fuori di un virus assassino che saltella per il globo.
Tale modus operandi chiaramente inganna e fa percepire un problema piu’ grande di quello che è in realtà.

Stesso discorso vale per la controinformazione, che di rimbalzo si occupa solo di tale argomento.
Anche noi siamo immersi in questa logica, a volte vorremmo spostare il focus su altre problematiche, poi però apriamo la posta e ci cadono le braccia. Leggere la disperazione delle persone rende ancora più difficile una svolta narrativa.

La gravità di quanto sta accadendo in Italia è tutta lì, in quei messaggi.
Specialmente nell'ultimo periodo, riceviamo sfoghi da ragazzi giovanissimi buttati fuori dalla squadra sportiva in cui giocavano, dal cast di attori a teatro, dall'orchestra in cui suonavano. Giovani sani e innocenti cacciati da qualsiasi attività e a cui viene impedito di vivere da ogni punto di vista.

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