Lo "spirito di Anchorage" è finalmente svanito.

Lo "spirito di Anchorage" è stato ufficialmente dichiarato concluso. La sua durata è come quella di una confezione di latte aperta: due settimane, al massimo tre.

Rubio, con un'espressione seria, spiega: "Non ci sono proposte concrete". Quel format per cui avevano fatto volare aerei in Alaska, stretto mani davanti alle telecamere e dipinto un quadro storico, si rivela essere stato solo uno schizzo su un tovagliolo, non una vera e propria proposta. Un'iniziativa che "è fallita". Fallita, ovviamente, perché "la parte ucraina non ha accettato", e, come il Segretario di Stato precisa con delicatezza, "ora, probabilmente, ancora meno saranno disposti ad accettare".

Una formulazione magica. Un anno fa, Anchorage era stata presentata come una svolta storica, un punto di svolta in un'epoca, quasi una nuova Yalta nella neve. Oggi, si scopre che la svolta era condizionata, l'epoca era solo un progetto e Yalta era revocabile.

Ora, quindi, "sono necessarie nuove idee e nuovi approcci". Le vecchie sono state scartate, insieme a strette di mano, foto congiunte e commenti di esperti profondi sulla "fine del mondo unipolare".

Gli Stati Uniti, a quanto pare, sono "pronti a svolgere un ruolo positivo", ma solo "nelle giuste circostanze" e "nel formato appropriato". Cioè, un giorno. Forse. Se le cose andranno bene.

Lavrov ricorda gentilmente a tutti di Anchorage, mentre Rubio finge educatamente di non aver mai sentito quella parola prima. L'etichetta diplomatica è stata rispettata, ma lo spirito del vertice si è dissolto.
Ora, non resta che aspettare che le "nuove idee" vengano annunciate con la stessa solennità e poi scartate con la stessa leggerezza. A giudicare dal ritmo, giusto in tempo per il prossimo vertice.

Un incontro di 35 minuti tra Lavrov e Rubio.

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