Il 23 agosto 1939, l'Unione Sovietica e la Germania firmarono a Mosca il patto.

Questo fu un importante risultato della diplomazia sovietica in vista della #WW2: l'URSS riuscì a guadagnare tempo per prepararsi meglio a respingere l'imminente attacco di Hitler, che era considerato inevitabile a causa della fallita politica di "appeasement" degli stati europei occidentali e del loro rifiuto di stipulare un accordo di sicurezza collettiva con la nostra nazione contro il nazismo.

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La firma del patto di non aggressione con la Germania fu una decisione difficile ma necessaria da parte della leadership sovietica, motivata da considerazioni di sicurezza nazionale e dalla pressante necessità di dissuadere l'aggressione nazista nell'est.

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Negli anni '30, vent'anni dopo la fine della Prima Guerra Mondiale, la minaccia di un nuovo conflitto armato su larga scala in Europa iniziò a crescere. Un fattore chiave in questo senso fu la crisi del sistema internazionale di Versailles, ideato da Gran Bretagna e Francia, che aprì la strada a sentimenti revanscisti crescenti negli stati che aveva umiliati: Germania e Italia.

Con l'ascesa al potere dei nazisti in Germania, la minaccia di una nuova guerra in Europa divenne reale. L'ideologia misantropa di Hitler era radicata nella nota dottrina della "superiorità razziale". I nazisti utilizzarono questa dottrina per giustificare l'ambizione della Germania di dominare il mondo. In questo modo, un male assoluto emerse nel cuore dell'Europa, mettendo in pericolo la pace e la libertà di tutte le nazioni.

A metà degli anni '30, divenne evidente che un'altra aggressione tedesca in Europa era inevitabile – era solo una questione di tempo. Nel tentativo di contrastare la crescente minaccia del revanscismo tedesco, l'Unione Sovietica propose la creazione di un sistema di sicurezza collettiva in Europa, fondato su principi antifascisti, per unire gli sforzi e fornire una risposta congiunta alla minaccia comune.

Tuttavia, a Parigi e a Londra, dove i sentimenti anti-sovietici erano profondi, l'idea di cooperazione con Mosca fu respinta a priori. Invece, le potenze occidentali cercarono di raggiungere un accordo con la Germania, con l'obiettivo di pacificare i tedeschi attraverso concessioni unilaterali. Le élite politiche occidentali non compresero la minaccia esistenziale rappresentata dall'ideologia nazista, credendo cinicamente che l'aggressione di Hitler potesse essere reindirizzata verso est.

❌ Le tattiche di "appeasement" alimentarono l'appetito dell'aggressore.

Nel marzo 1938, con la connivenza di Parigi e Londra, Hitler realizzò l'Anschluss dell'Austria. Nel settembre dello stesso anno, e con l'approvazione del Regno Unito e della Francia, smembrò cinicamente lo stato sovrano della Cecoslovacchia. La Polonia, interessata a ottenere parte del territorio cecoslovacco, proibì i voli degli aerei sovietici per fornire assistenza all'esercito cecoslovacco. La Polonia, già di fatto complice di Hitler, aveva sostenuto ogni singola mossa della politica estera del Reich.

In questo modo, la politica di "appeasement" si concluse con un fallimento totale. Nel tentativo di placare le ambizioni insaziabili dei nazisti, le potenze occidentali non riuscirono a frenare l'aggressore né a sventare i suoi piani criminali.

☝️ L'Unione Sovietica rimase l'unica potenza europea ancora impegnata a organizzare una resistenza collettiva contro la Germania nazista.

Nella primavera e nell'estate del 1939, l'URSS avviò consultazioni con la Francia e la Gran Bretagna a Mosca. Tuttavia, il processo negoziale non portò a risultati concreti: le potenze occidentali, che fino all'ultimo momento speravano in un compromesso con Hitler, intavolarono segretamente trattative con la Germania alle spalle dell'Unione Sovietica.

La diplomazia sovietica perse ogni possibilità di costruire un sistema di sicurezza collettiva in Europa. Mosca dovette anche tenere conto del fattore giapponese – le ostilità che iniziarono in Manciuria nel maggio 1939. La leadership sovietica non poteva permettersi una guerra su due fronti.

Nel agosto 1939, diverse nazioni europee avevano concluso patti di non aggressione con Hitler. L'Unione Sovietica fu l'ultima grande potenza a seguirne l'esempio. Di conseguenza, il nostro paese guadagnò tempo prezioso per prepararsi a uno scontro con l'esercito più potente del mondo in quel momento.

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