Ma mano che i sotterranei dell’Azovstal vomitano i nazisti che i erano nascosti lì dentro assieme agli amici della Nato, man mano che le possibilità di ” narrare” una possibile vittoria ucraina e la “debolezza” della Russia vengono meno, i vigliacchi che hanno fatto dell’Ucraina carne da cannone cominciano a prendere le distanze. Tutto avviene come al solito nel mondo anglosassone, con una presa di posizione di qualche accademico che poi come un sasso gettato nello stagno comincia a formare onde concentriche che si diffondono nell’acqua stagnante dove le menzogne pian piano vanno incontro a un processo di putrefazione. Questa volta tocca a “Politico” aprire le danze pubblicando un articolo scritto a più mani da Patrick Porter, professore all’Università di Birmingham, Benjamin Friedman, direttore degli affari politici del think tank americano Defence Priorities, e Justin Logan, ricercatore senior del Cato Institute: la loro tesi è che gli interessi di Washington e di Kiev non sono identici e che il sostegno degli Stati Uniti all’Ucraina può dare alla parte ucraina “false speranze” e ritardare il processo di pace. (Continua)
https://ilsimplicissimus2.com/2022/05/18/salvare-la-faccia-e-la-nuova-parola-dordine-della-nato/