Da Kabul a Kiev
Mentre prosegue l'evacuazione dall'aeroporto di Kabul tra fiumi di retorica umanitaria e bombe jihadiste, a Kiev si eĢ€ tenuto lunediĢ€ scorso il vertice inaugurale della cosiddetta ā€œPiattaforma Crimeaā€, che ha come scopo il tentativo del governo del presidente Volodymyr Zelensky di costruire il sostegno internazionale per un’offensiva contro la Russia per ā€œrestituireā€ la penisola di Crimea all’Ucraina. Al vertice hanno preso parte funzionari di 44 paesi e organizzazioni varie, compresi i rappresentanti di tutti i 30 membri della NATO. Zelensky ha aperto la conferenza denunciando lā€™ā€aggressioneā€ russa e accusando Mosca di militarizzare la penisola e di perseguitare i tartari di Crimea, una minoranza musulmana che vive nella penisola nel Mar Nero. I partecipanti al vertice hanno rilasciato una dichiarazione congiunta dove tra l’altro si invita la Russia ad aderire all’iniziativa e ad avviare colloqui per restituire la Crimea all’Ucraina, un invito che eĢ€ stato ovviamente ridicolizzato da Mosca.
Il presidente fantoccio della NATO Zelensky reclama la ā€œpiena sovranitaĢ€ ucrainaā€ non solo sulla Crimea ma anche sulla cittaĢ€ portuale di Sebastopoli, che funge da base della flotta del Mar Nero della Marina russa. Dopo la dissoluzione dell’Unione Sovietica nel 1991, il porto di Sebastopoli era stato affittato alla Russia dai successivi governi ucraini. L’intento degli USA eĢ€ stato proprio quello di privare la Russia della sua base navale, oltre quello di minacciare la Russia ai propri confini. La conferenza di Kiev eĢ€ una palese provocazione. Vi hanno partecipato i presidenti di Lettonia, Lituania, Estonia, Polonia, Slovacchia, Ungheria, Moldavia, Slovenia e Finlandia, mentre il presidente francese Emmanuel Macron e la cancelliera tedesca Angela Merkel erano assenti (il ministro degli Esteri italiano assente giustificato per impegni a Punta Prosciutto, frazione di Porto Cesareo).
L’assenza della Merkel eĢ€ stata particolarmente significativa poiché aveva lasciato Kiev il giorno precedente dopo l’incontro con Zelensky, col quale aveva discusso le ricadute tra i due paesi dovute al completamento del gasdotto Nord Stream 2, che porteraĢ€ il gas russo direttamente in Germania attraverso il Mar Baltico. Il completamento del gasdotto riduce significativamente l’importanza dell’Ucraina per i mercati energetici europei e la priva di circa 2 miliardi di euro di tasse annuali per il transito del gas. Prima di incontrare Zelensky a Kiev, la Merkel aveva incontrato il presidente russo Vladimir Putin a Mosca. EĢ€ ovvio che Zelensky sia in disaccordo per via del Nord Stream 2, ed eĢ€ stato sostanzialmente preso alla sprovvista quando l’amministrazione Biden ha annunciato a luglio di aver raggiunto un accordo con Berlino per non opporsi al completamento del Nord Stream 2. Zelensky eĢ€ atteso a Washington per incontrare Biden il 31 agosto. Dalla bacheca Facebook di Mario Rossi

2 comments

Ma questa America ĆØ sempre alla ricerca del nemico a tutti i costi?
Un ARMAGEDDON non sarebbe una tragedia. Soluzione finale ovvero muoia Sansone con tutti i Filistei