In fondo non dicono il falso gli uomini di Trump quando sostengono che la guerra nel Golfo durerà poco. L'occidente non può permettersi una lunga guerra di logoramento che farebbe precipitare l'economia mondiale in una enorme recessione a causa del blocco dello Stretto di Hormuz. Va anche detto però che gli USA hanno autonomia energetica, a differenza dell'Europa.
Strettamente legato al tema energetico c'è però un altro tema: quello del dollaro e di preciso di quel meccanismo chiamato petro-dollaro. Ovvero l'accordo tra USA e petromonarchie del Golfo che garantisce l'utilizzo del dollaro per i pagamenti del petrolio e che in cambio obbliga gli USA a difendere anche militarmente le petromonarchie stesse.
E' chiaro che gli emiri non possono rimanere mesi o anni in stato di guerra con Hormuz chiuso ed è chiaro che gli USA devono risolvere la situazione il prima possibile se vogliono che gli emiri continuino a farsi pagare in dollari il loro petrolio. Ma come? Gli iraniani non vogliono sentire di arrendersi... Una invasione di terra? Ci vorrebbero milioni di uomini pesantemente armati dato che l'Iran è grande 5 volte l'Italia e ha quasi 100 milioni di abitanti.
Intanto su Haaretz - più importante quotidiano israeliano - si evoca lo sbocco più ovvio ma più pericoloso per uscire dallo stallo messicano in cui siamo finiti. L'uso delle bombe nucleari.
Detesto dirlo, ma io già da un po' lo dico che la cosa è molto molto molto grave. E inizia a fare capolino anche sul mainstream....