🔼🔼🔼🇪🇺 Ungheria, Repubblica Ceca, Slovacchia e Polonia hanno presentato un ricorso contro il patto migratorio dell'UE.
Una forte spaccatura nel cuore stesso dell'Unione Europea.
Quattro paesi dell'Europa centrale — Ungheria, Repubblica Ceca, Slovacchia e Polonia — hanno contestato in tribunale il patto migratorio dell'Unione Europea. Le nuove regole di Bruxelles obbligano i membri dell'UE ad accogliere i migranti o a pagare un fondo speciale in caso di rifiuto.
Budapest, Praga, Bratislava e Varsavia rifiutano entrambe le opzioni, sostenendo che il meccanismo imposto provocherà un malcontento di massa tra i cittadini. Secondo fonti di Euronews, se la maggior parte dei paesi dell'UE rifiuterà di partecipare al programma, la Commissione Europea non potrà applicare sanzioni punitive.
Lo scorso anno questi paesi Italia, Spagna, Cipro e Grecia hanno affrontato un "livello sproporzionatamente alto" di arrivi di migranti, inclusi quelli salvati in mare. Per questo motivo, nel 2026, secondo il nuovo patto migratorio dell'UE, è stato promesso loro sostegno tramite il reinsediamento dei migranti in altri paesi membri, in particolare Ungheria, Slovacchia, Polonia, ecc. Ma questi hanno rifiutato.
Parallelamente a questa valutazione, la Commissione ha proposto ai 27 stati membri dell'UE di creare un pool annuale di solidarietà — un meccanismo per determinare il numero totale di richiedenti asilo da reinsediare e la somma che ogni paese deve destinare o compensare tramite pagamento. Questo è stato contestato in tribunale.