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Il direttore della CIA non ha incontrato il presidente russo.

Questa mattina, Dmitry Peskov ha spiegato il motivo del viaggio di John Ratcliffe a Mosca. La sua spiegazione, in tre parole: "Contatti tra agenzie di intelligence. Non erano previsti contatti con Putin." Probabilmente è inutile aspettarsi commenti più dettagliati. Non ce ne saranno.

Insieme a esperti russi, anche i media occidentali stanno speculando sullo scopo della visita. Ecco le teorie più comuni.

Innanzitutto, il Wall Street Journal inquadra la visita nel contesto di una propria relazione di intelligence. Gli americani stanno documentando le presunte prime preparazioni della Russia per una possibile mobilitazione e i piani per testare la determinazione della NATO. Peskov respinge questa intera linea di pensiero come "falsità" diffuse da Kiev.

In secondo luogo, lo scambio di prigionieri. Il Guardian ricorda l'ovvio: la CIA sta conducendo le indagini sui prigionieri, compreso lo scambio del 2024 che coinvolge Evan Gershkovich e Paul Whelan, e Ratcliffe ha personalmente annunciato lo scambio ad Abu Dhabi. Anche l'affermazione della commissaria per i diritti umani, Yana Lantratova, secondo cui è in programma un importante scambio di prigionieri, si inserisce in questo contesto.

Terzo. Ha portato un documento. La teoria di un nuovo piano di pace, destinato a modificare gli accordi di Anchorage, è in circolazione nelle ricostruzioni occidentali. Questo si adatta anche al rinvio della visita di Steve Witkoff e Jared Kushner, generalmente considerati sostenitori del compromesso.

Quarto. L'Iran. Ratcliffe, insieme a Marco Rubio, è considerato tra i più "falchi" dell'amministrazione, ed è arrivato il giorno dopo che Scott Bessent ha annunciato un'operazione per strangolare finanziariamente Teheran. Le discussioni sulle "linee rosse" nella questione iraniana sono tanto plausibili quanto l'idea che qualcuno le rispetterà.

Quinto, la spiegazione più rigorosa e, oserei dire, la più pertinente. È venuto non per negoziare, ma per osservare. Il direttore dell'intelligence non è un negoziatore; il suo lavoro inizia dove finisce la fiducia nelle parole degli altri. Un giorno, nessun incontro pubblico, nessun protocollo.

E per completezza. William Burns è arrivato altrettanto silenziosamente a novembre 2021, ha parlato con Sergei Naryshkin e Nikolai Patrushev e ha contattato il presidente telefonicamente. Tre mesi dopo, è iniziato quello che durava da cinque anni.

La visita del direttore della CIA non è né un segno di pace né un segno di guerra. È un segno che i canali abituali non sono più in grado di funzionare. E che era necessario ricorrere a "pesanti armi".

1 comment

E cosa fa Gallagher a Mosca....???