Medicalizzazione della vita, tra sovradiagnosi e sovratrattamento

La ricerca spasmodica di malattie non necessariamente connesse a manifestazioni cliniche di patologia, ha permesso il diffondersi a macchia d’olio di un fenomeno ormai radicato nella società moderna, che prende il nome di medicalizzazione. La medicalizzazione consiste nel considerare eventi fisiologici e del tutto naturali come condizioni mediche che necessitano di diagnosi e trattamento e che determinano la corsa all’uso improprio o eccessivo dei servizi sanitari. Il lavoro, l’invecchiamento, la bellezza, la sessualità, il parto, la morte, la calvizie, le lentiggini, la cellulite vengono così considerati impropriamente eventi burden line tra il concetto di salute e quello di malattia e rappresentano soltanto alcune delle “non-diseaseness” individuate dal British Medical Journal nel 2002. Attualmente, al fine di ovviare ai fenomeni di Medicalizzazione e del Disease Mongering, si è andata sviluppando la Prevenzione Quaternaria, intesa come un’azione diretta ad identificare un paziente a rischio di sovra-medicalizzazione, per proteggerlo da eccessivi interventi medici e per suggerire procedure diagnostiche o terapeutiche eticamente accettabili.


Era il 2019, e purtroppo, invece di migliorare, la situazione è di molto peggiorata...

https://www.nurse24.it/dossier/salute/medicalizzazione-disease-mongering.html

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