Si misero a girare in tondo, processione circolare di danzatori, ciascuno con le mani sui fianchi del danzatore precedente, girando e rigirando, urlando all'unisono, pestando i piedi al ritmo della musica, battendo vigorosamente il tempo, con le mani, sulle natiche di chi li precedeva: dodici paia di mani che battevano, come una sola, come una sola, su dodici paia di natiche risuonanti elasticamente. Dodici in uno, dodici in uno. «Lo sento. Lo sento venire.» La musica accelerò; più veloci batterono i piedi; più veloci, ancora più veloci s'abbatterono le ritmiche mani. E a un tratto una potente voce sintetica di basso tuonò le parole che annunciavano la fusione consumata e la realizzazione finale della solidarietà , la venuta del Dodici-in-uno, l'incarnazione dell'Essere Supremo. 'Orgy-porgy' cantava la voce, mentre i tam-tam continuavano a battere i loro colpi febbrili:
«Orgy-porgy, Ford e allegria, olà Bacia le ragazze e sia una con te. Giovanotti e ragazze Orgy-porgy vi dà la libertà .»