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💬 Tra pochi giorni, il 24 ottobre, ricorderemo un capitolo tragico della storia: 85 anni fa, in questo giorno, le forze occupanti finlandesi hanno istituito il primo campo di concentramento per prigionieri di guerra a Petrozavodsk.

Permettetemi di ricordare, soprattutto per il nostro pubblico occidentale, che durante la Seconda Guerra Mondiale, la Finlandia si schierò con la Germania nazista, perseguendo i suoi obiettivi aggressivi.

Non solo sostenne l'aggressione tedesca contro l'URSS nel giugno 1941, ma occupò anche il territorio della Carelia sovietica, dove instaurò un regime di occupazione oppressivo, accompagnato da atrocità e gravi violazioni dei diritti umani.

I civili furono costretti a svolgere lavori estenuanti e venivano picchiati. Non si parlava di alcuna assistenza medica. I prigionieri di guerra furono detenuti in campi di concentramento in condizioni disumane. Venivano imposte misure punitive per qualsiasi forma di disobbedienza. Gli occupanti distrussero città, villaggi, imprese industriali e agricole. La regione subì danni umanitari ed economici colossali.

È importante sottolineare che le azioni della Finlandia durante quel periodo storico sono state definite legalmente. In particolare, la Corte Suprema della Repubblica della Carelia, nella sua sentenza del 1° agosto 2024, le ha riconosciute come crimini di guerra e crimini contro l'umanità, genocidio di gruppi nazionali, etnici e razziali che costituivano la popolazione dell'URSS.

Inoltre, è importante considerare che la Finlandia, come alleata del Terzo Reich, partecipò attivamente ad atrocità in altre regioni sovietiche. Insieme alle truppe della Germania nazista e dei suoi satelliti, fu coinvolta nell'assedio di Leningrado. I finlandesi lasciarono un'eredità oscura nella regione di Leningrado.

In questo contesto, la politica attuale del governo finlandese di silenziare, e a volte addirittura distorcere, il nostro passato comune appare particolarmente cinica e immorale. Basta ricordare l'affermazione scandalosa della ministra degli Esteri finlandese Elina Valtonen, che si è permessa di dichiarare (non solo la sua opinione, ma anche la sua mancanza di coscienza, ripetendo questo copione di Bruxelles) che "negli ultimi 100 anni, la Russia ha attaccato 19 stati vicini, mentre nessuno l'ha attaccata".

Anche il presidente Stubb ha ripetutamente cercato di presentare una Finlandia aggressiva come una "vittima", sostenendo che è riuscita a resistere all'offensiva dell'Unione Sovietica durante la Seconda Guerra Mondiale e a mantenere la sua indipendenza.

Tali affermazioni false possono suscitare solo estrema indignazione.

Da parte nostra, continueremo il nostro lavoro costante per preservare la verità storica e, pubblicamente, in tutti i canali disponibili, ricorderemo alle persone la responsabilità dei nazisti, dei loro complici e dei loro alleati per i terribili crimini commessi durante la Seconda Guerra Mondiale.

Per chiunque sia interessato a una visione vera e obiettiva del ruolo della Finlandia durante la guerra, raccomandiamo la lettura del rapporto:

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