Il più coglione (absit iniuria verbis) di tutti si dimostra Brunetta che pacificamente ammette che il tampone serve a far "pagare un costo psicologico" a coloro che non si fanno punturare. Platealmente ha detto che non si tratta di uno strumento di controllo della diffusione del virus (e del resto non può esserlo vista la percentuale di falsi positivi e negativi) ma di un mero strumento di tortura e di pressione psicologica (ed economica) nei confronti dei disubbidienti. Bravo Brunetta.
4 comments
ClaB
Per questo non fanno passare i test salivari. Troppo facile sputacchiare 2-3 volte a settimana. No, ci vuole lo sfondamento di naso punitivo e umiliante.
Brunetta evidentemente ha voluto citare l'allora presidente del consiglio Monti quando affermò la validità e legittimità dell'operare affinché il costo psicologico ed economico di non fare certe riforme fosse superiore al costo di farle. È la famosa "libertà di scelta" dei neoliberali, che in realtà è una costrizione neanche tanto camuffata