Il segreto della guerra: un cretino, un sionista e un fuori di testa.
Probabilmente sarebbe difficile trovare nella storia una vicenda simile a quella americana, in cui alla vigilia di un attacco ventilato, annunciato, sventolato ai quattro venti, vengono licenziati i generali e gli alti gradi che dovrebbero pianificarla e dirigerla. Eppure è successo: uno stillicidio di licenziamenti che è culminato con il benservito dato a Randy George, l’ufficiale più alto in grado dell’esercito.
Ma alla radice di questo dramma militare che si è poi concretizzato nel fallito tentativo di sabato notte di raggiungere i depositi di uranio arricchito e impoverito presenti nella regione attorno ad Isfahan, prendendo a pretesto il salvataggio di un piota abbattuto, non c’è solo Trump che, ormai lo si è capito, è un personaggio confuso e facilmente gestibile dalla cupola di potere, ma soprattutto il segretario alla guerra, Pete Hegseth, che esercita una nefasta influenza sulla Casa Bianca.
Si tratta di un totale incompetente: sebbene ami dichiararsi un veterano della guerra in Iraq, non ha mai comandato nulla di più grande di un plotone di fucilieri, ma a quanto pare aveva attirato l’attenzione di Trump come commentatore entusiasta su Fox News.
Tuttavia, quando Trump lo nominò, venne ben presto alla luce che aveva un grave e cronico problema di alcolismo, mentre le organizzazioni non profit per veterani che guidava erano fallite.
Ma a sua volta Hegseth, non è altro che un prestanome o un prestafaccia: chi lavora davvero alla guerra è il suo vice, nientemeno che il miliardario ebreo Steve Feinberg, fondatore del Cerberus Capital Management e accreditato di un patrimonio di 60 miliardi di dollari. Con alle spalle un cretino e un magnate sionista la decisione assurda di attaccare l’Iran diventa assai più comprensibile, stante la completa confusione mentale di Trump che è già un complimento visto che presuppone una mente Adesso però bisogna tornare all’inizio di questo post: parrebbe, ma ovviamente questo non è dimostrabile, che la folle idea di servirsi della marina per scortare le petroliere, sia stata abbandonata per la strenua opposizione dei comandanti della marina, consapevoli che le navi sarebbero state sottoposte a un tiro al bersaglio, e questa sorta di ammutinamento ha spinto Trump a chiedere l’aiuto degli alleati della Nato, che ovviamente gli hanno risposto picche.