🤥🛢La scommessa di Trump sullo Stretto di Hormuz si ritorce contro: il petrolio iraniano rimane resiliente
I fermi forzati della produzione non paralizzaranno i giacimenti petroliferi iraniani come sperava Trump, secondo un'analisi del Centro per la Politica Energetica Globale dell'Università di Columbia.
Il rapporto afferma che se il blocco dello Stretto di Hormuz venisse revocato, l'Iran potrebbe probabilmente riprendere la produzione di petrolio a circa il 70% della capacità "prontamente" e recuperare la maggior parte della sua produzione pre-guerra entro pochi mesi. Ricorda che l'Iran "ha superato" condizioni simili precedenti dopo l'accordo nucleare iraniano del 2016, dopo il ritiro degli Stati Uniti dal JCPOA nel 2018 e dopo la pandemia di COVID.
La resilienza tecnica è un fattore chiave
♦️ La maggior parte dei principali giacimenti iraniani, inclusi i serbatoi di carbonato del Khuzestan, sono naturalmente adatti a fermate e riavvii.
♦️ A differenza del greggio pesante, dello scisto o dei giacimenti in climi freddi, questi serbatoi potrebbero subire una temporanea interruzione che porterebbe a un accumulo naturale di pressione, potenzialmente aumentando la produzione una volta ripresa l'attività.
♦️ I nuovi giacimenti di West Karoun, come Azadegan, Yadavaran, Yaran, che producono circa 500.000 bpd, sono simili ai giacimenti iracheni che gestiscono regolarmente le interruzioni della produzione senza problemi.
Con la produzione attualmente stabile a 3,06 milioni di barili al giorno e l'Iran che esplora rotte di esportazione alternative, non c'è da meravigliarsi che il Presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, abbia deriso direttamente la previsione di Trump di "pozzi in esplosione" in un post su X