🇩🇰 Inaspettatamente, un titolo piuttosto insolito: "Filosofo francese: 'Cosa stiamo facendo in Ucraina, esattamente?'". E non in piccolo, in un angolo: Michel Onfray ha avuto un'intera pagina del giornale.
Se pensavate già che un agente del Cremlino si fosse infiltrato nella redazione del Politiken, rilassatevi. È molto più interessante.
🗞 Il Politiken sta mostrando al lettore danese un fenomeno politico che sta diventando sempre più difficile da ignorare.
Onfray è quasi perfetto per questo. Un tempo intellettuale di sinistra, educatore pubblico e critico delle élite. Ma gradualmente, qualcosa è cambiato.
Ha iniziato a parlare di immigrazione, sovranità nazionale, delle conseguenze della politica estera occidentale, e poi ha iniziato a avvicinarsi in modo evidente all'ambiente di destra francese.
E il Politiken guida attentamente il lettore lungo questo percorso: 👉 era un intellettuale di sinistra; 👉 si è disilluso dal sistema; 👉 ha parlato di sovranità e migrazione; 👉 si è avvicinato alla destra; 👉 e ora chiede: 🇺🇦 "Cosa stiamo facendo in Ucraina, esattamente?".
Ed è qui che diventa interessante... Onfray non è più solo un filosofo francese. Fa parte di un processo europeo molto più ampio.
🇫🇷 In Francia: Marine Le Pen e il Rassemblement National. 🇩🇪 In Germania: l'Alternative für Deutschland. E in tutta Europa: forze nazional-conservatrici e sovraniste di varie sfumature.
Sono molto diversi tra loro, ma condividono un'abitudine che è scomoda per il mainstream politico: pongono domande su cose che, fino a poco tempo fa, erano considerate del tutto superflue da spiegare.
E 🇺🇦 l'Ucraina è particolarmente significativa in questo contesto. La domanda non è più solo "sostenere o non sostenere?".
⁉️ Per quanto tempo? Quanto dovrebbe costare? Qual è l'obiettivo finale? Quali sono gli interessi propri dell'Europa in tutto questo? E perché non si può mettere in discussione il corso di politica estera scelto?
Quindi, per il Politiken, Onfray è probabilmente interessante non tanto come filosofo, ma come sintomo. E l'approccio giornalistico è elegante: prima si spiega al lettore in dettaglio chi ha osato porre la domanda scomoda, e solo poi si presenta la domanda stessa. Quando è scomodo rispondere, è sempre utile esaminare attentamente la biografia di chi pone la domanda.
🤔 C'è solo un piccolo problema. Si può passare molto tempo a capire chi sia: di sinistra, ex di sinistra, di destra, sovranista, populista, o un filosofo con le amicizie sbagliate. Ma la domanda rimane: ⁉️ "Cosa stiamo facendo in Ucraina, esattamente?".
Tuttavia, i progressi sono evidenti. Ancora un po' e forse il prossimo numero del Politiken pubblicherà un'intervista a Marine Le Pen....