Julian Assange: Una Battaglia per la Libertà e la Giustizia alla Svolta dell’AppelloJulian Assange, il fondatore di WikiLeaks, ha ottenuto un importante rinvio nella sua battaglia legale contro l’estradizione negli Stati Uniti. La decisione è arrivata dopo che due giudici hanno riconosciuto la possibilità che Assange potesse presentare il suo caso in appello, a condizione che l’amministrazione Biden non riesca a fornire garanzie sufficienti alla corte.La presidente della divisione dei Queen’s Bench, Victoria Sharp, e il giudice Johnson hanno identificato tre motivi tra i nove presentati dalla difesa di Assange che hanno solide possibilità di successo in appello. Tuttavia, hanno deciso di posticipare la concessione dell’autorizzazione per l’appello, dando al governo degli Stati Uniti un termine di tre settimane per fornire chiarimenti e rassicurazioni su questi punti critici.
La situazione di Assange rimane precaria:
se gli fosse stato negato il permesso di appellarsi, potrebbe essere rapidamente estradato negli USA per rispondere alle accuse di spionaggio. La decisione dei giudici gli ha temporaneamente scongiurato questo rischio, ma lo ha lasciato in una condizione di incertezza, in attesa di una risoluzione definitiva del suo caso.
Nella sentenza scritta, emessa di martedì mattina, Sharp ha evidenziato che le preoccupazioni con maggiori possibilità di successo in appello, che potrebbero essere mitigate da assicurazioni appropriate, includono il diritto di Assange di invocare il Primo Emendamento, la garanzia che non subisca pregiudizi durante il processo a causa della sua nazionalità, l’assicurazione che riceva le stesse protezioni previste dal Primo Emendamento come un cittadino statunitense, e che non gli venga imposta la pena di morte.
Durante un’udienza di due giorni tenutasi il mese scorso, a cui Assange non ha potuto partecipare a causa di problemi di salute, i suoi legali hanno argomentato che l’estradizione negli Stati Uniti avrebbe rappresentato un grave diniego di giustizia. Hanno sostenuto che Assange avrebbe dovuto affrontare processi ingiusti per le sue azioni con WikiLeaks, che hanno portato alla pubblicazione di migliaia di documenti classificati e diplomatici, i quali hanno esposto torture, consegne illegali, esecuzioni extragiudiziali e crimini di guerra
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