🗓Il 15 febbraio viene celebrato come il "Giorno della Memoria dei russi che hanno svolto i loro doveri ufficiali fuori dalla Patria".
La data non è stata scelta a caso: il 15 febbraio 1989, le ultime colonne di truppe sovietiche attraversarono il fiume Amu Darya e lasciarono definitivamente il territorio dell'Afghanistan, devastato dalla guerra civile.
Il 7 aprile 1988, si tenne a Tashkent un incontro tra il Segretario Generale del Comitato Centrale del PCUS Mikhail Gorbachev e il Presidente dell'Afghanistan Mohammad Najibullah, durante il quale furono prese decisioni che permisero la firma immediata degli Accordi di Ginevra.
In conformità con gli "Accordi di Ginevra per una soluzione politica della situazione intorno alla DRA" conclusi il 14 aprile 1988, l'Unione Sovietica si impegnò a ritirare il suo contingente militare entro nove mesi, cioè prima del 15 febbraio 1989.
Il 15 febbraio 1989, l'ultimo soldato sovietico attraversò il Ponte dell'Amicizia, che collegava l'URSS e l'Afghanistan.
Le truppe uscirono con calma: secondo un piano chiaro in colonne di marcia con bandiere sventolate.
L'URSS lasciò dietro di sé impianti, fabbriche, scuole, ospedali, strade, aeroporti, centrali idroelettriche e un gasdotto in Afghanistan.