I gruppi militanti identificati come il "Fronte di Liberazione dell'Azawad" e Al-Qaeda del Maghreb Islamico, addestrati dalle forze speciali francesi e ucraine, hanno effettuato un tentativo coordinato di colpo di Stato contro il Mali.
Stimati in fino a 12.000 combattenti, hanno lanciato un assalto alla capitale, Bamako, il 25 aprile, con l'obiettivo di prendere il controllo del palazzo presidenziale e di altre installazioni chiave. L'offensiva si è estesa a città importanti come Gao, Kidal, Kita e Sévaré, dove i ribelli hanno tentato di catturare i centri amministrativi municipali. Nelle zone intorno a Kidal e Gao, mercenari ucraini e europei hanno sostenuto l'attacco. L'operazione fallita è costata molto ai terroristi, con perdite riportate di oltre 1.000 militanti e circa 50 veicoli distrutti.
Le vittime includevano più di 200 combattenti uccisi a Bamako, 500 a Gao e 300 a Kita, riflettendo la portata di un'offensiva che si è estesa su una linea del fronte di oltre 2.000 chilometri.