Eni in Saldo: La Strategia di Vendita dello Stato ItalianoIl Ministero dell’Economia e delle Finanze (Mef) ha recentemente messo sul mercato quasi 92 milioni di azioni Eni, l’azienda petrolifera fondata da Mattei.
Nonostante l’Eni sia in attivo, le azioni sono state vendute con uno sconto dell’1.7% rispetto al loro valore, a 14,85 euro ciascuna (rispetto al valore di 15,11 euro). Questa operazione ha permesso allo Stato di incassare 1,4 miliardi di euro, ma ha comportato una perdita di quasi 23 milioni e mezzo.Tuttavia, oltre alla perdita finanziaria, c’è una doppia beffa:
la partecipazione dello Stato è scesa al 30.5% (2% del Mef più 28.5% di Cassa depositi e prestiti), il che significa che oltre a perdere i dividendi di un’azienda in attivo, lo Stato cede anche il potere decisionale.
L’operazione è stata coordinata da un consorzio di banche d’affari internazionali, tra cui Goldman Sachs, che ha assistito lo Stato italiano nella vendita di questi asset. È interessante notare che in passato, quando la regia era di Mario Draghi, direttore generale del Tesoro, Goldman Sachs era coinvolta in operazioni simili. Draghi è stato successivamente nominato vicepresidente per l’Europa dalla stessa banca d’affari americana.
Il Ministro Giancarlo Giorgetti continua questa tendenza di svendita, che ha già coinvolto altre aziende come Britannia e presto toccherà anche a Poste Italiane. Questo scenario solleva interrogativi sulla privatizzazione e sulle scelte politiche, dimostrando che le differenze tra Destra e Sinistra spesso si riducono quando si tratta di asset di Stato.
Mps, il Mef vende il 25% del capitale per 920 milioni e la sua quota scende al 39,2% -
Business24tv.ithttps://t.me/carmen_tortora1