Oceano Indiano: Battaglie e Tesori nell'Abisso BluL'Oceano Indiano, il terzo spazio marittimo più esteso del pianeta, riveste un ruolo cruciale nel panorama del commercio marittimo globale. Le rotte più trafficate attraverso questo oceano sono caratterizzate dai cosiddetti choke points, ovvero punti critici per il transito delle merci.
A ovest, lo stretto di Bab el Mandeb è un passaggio obbligato verso il Canale di Suez e quindi una connessione vitale per il commercio internazionale. Ad est, gli stretti di Malacca, Singapore e della Sonda sono fondamentali per collegare l'Oceano Indiano alle rotte commerciali dell'Asia orientale. A sud, il Canale di Mozambico facilita il collegamento con gli spazi atlantici.L'Oceano Indiano, con i suoi paesi costieri distribuiti su tre continenti, ha da tempo attirato l'attenzione internazionale per questioni legate alla gestione delle rotte di comunicazione marittima, alla sicurezza, alla protezione dell'ambiente e alla gestione dei choke points.
È stato teatro di conflitti militari come la guerra indo-pakistana degli anni '70 e delle operazioni contro la pirateria. La presenza di programmi di arricchimento di uranio e la possibilità di sviluppare armi nucleari hanno ulteriormente accresciuto le tensioni nell'area, con Paesi come Pakistan, India, Iran, Arabia Saudita e Sudafrica che hanno interessi e capacità tecnologiche in questo settore.
Nell'ambito degli attori dell'Oceano Indiano, l
'India emerge come la potenza regionale preponderante, con la più grande forza navale della regione. Il Pakistan, suo storico rivale, ha stretti legami con la Cina, che sta emergendo come attore sempre più influente nella regione, aumentando la rivalità con l'India. L'Australia, esportatrice di risorse naturali, e l'Iran e l'Arabia Saudita, entrambi grandi esportatori di idrocarburi, sono anch'essi attori rilevanti nella regione.
L'approccio dell'economia blu promuove lo sviluppo sostenibile dell'economia oceanica, includendo pesca, navigazione, trasporto marittimo, turismo costiero, energia marina e prodotti derivati dal mare.
L'Oceano Indiano occidentale, ad esempio, registra un significativo prodotto marino lordo annuale di circa 20,8 miliardi di dollari, con il turismo costiero e balneare che rappresenta il 70%. La regione è soggetta alla Convenzione delle Nazioni Unite sul Diritto del Mare (UNCLOS), che regola la suddivisione delle zone economiche esclusive (ZEE) e influisce sulle agende economiche dei paesi costieri.
L'estrazione mineraria in acque profonde è diventata una priorità per l'economia blu, vista la presenza di fonti minerali ricche negli oceani. Nel 2022, la IORA e l'ISA hanno siglato un memorandum d'intesa per lo sviluppo sostenibile dell'estrazione mineraria nei fondali marini. Tuttavia, il "cambiamento climatico" minaccia l’economia e la sicurezza dell’Oceano Indiano, con previsioni di impatti negativi sulla pesca e sulla salute umana a causa di eventi estremi come tempeste tropicali, inondazioni e periodi di siccità.
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