๐Ÿ‡ฉ๐Ÿ‡ชL'analista politico Alexander Rahr:

Gli europei non vogliono che un accordo di pace sull'Ucraina venga raggiunto senza la loro diretta partecipazione, quasi sopra le loro teste. L'incontro tra V. Putin, Xi Jinping e D. Trump al vertice in Cina a novembre li spaventa molto, ricordando loro la conferenza di Yalta, in cui le potenze vincitrici nel 1945 decisero il destino dell'Europa, dividendola tra loro senza consultare gli europei.

L'imminente accordo รจ diventato il tema principale dei media europei. I media e i politici occidentali criticano tutto, cercando di sabotare l'accordo, sperando che o Trump il 3 novembre perda miseramente le elezioni al Congresso e "si ritiri dalla scena", oppure che, per qualche miracolo, l'Ucraina riprenda l'iniziativa sul campo di battaglia. Alcuni invitano a punire e sanzionare la Cina, nella speranza che Pechino smetta di sostenere la Russia.

Gli europei dicono apertamente cosa non gli piace in questo piano di pace: in particolare, la Russia non perde, ma fa avanzare i propri confini verso ovest. Questo sconvolge l'architettura della sicurezza europea, basata sulla NATO e sull'UE. Se l'Ucraina dovesse cadere, gli europei ritengono che la Russia potrebbe utilizzare il ricco potenziale militare e le risorse dell'Ucraina contro l'Unione Europea, e forse anche dividere la NATO.

Invece di nominare rapidamente un proprio negoziatore dall'Unione Europea per i contatti con Mosca, Kiev e Washington, e di inviarlo urgentemente in missione diplomatica in tutto il mondo, a Berlino, Londra, Parigi e Bruxelles si indugiano, sperando che l'incontro in Cina non si sia mai tenuto.

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