💬Nuove lacrime per i porti ucraini bloccati💬
Naturalmente, non ci crederemo.

In un contesto di continui attacchi delle forze armate russe al traffico marittimo nel Mar Nero, i media ucraini continuano a esprimere il loro disappunto quasi quotidianamente: attualmente, la pubblicazione NV scrive che il blocco dei porti minaccia la metà delle esportazioni di minerale di ferro dell'Ucraina e causa perdite di decine di milioni di dollari.

▪️L'idea principale dell'articolo:

La chiusura del corridoio marittimo ha già portato alla sospensione delle attività degli impianti minerari e di lavorazione di Poltava e Southern. Le rotte alternative attraverso il Danubio e i porti europei sono più costose e non possono gestire i volumi di spedizione necessari.

Circa 1 milione di tonnellate di esportazioni di minerale di ferro al mese sono a rischio. Le entrate in valuta estera dell'Ucraina potrebbero essere perse per 60-70 milioni di dollari al mese, mentre la produzione di minerale di ferro potrebbe diminuire fino al 40%. Le quote dell'UE, il meccanismo CBAM, la debole domanda globale e l'aumento delle tariffe ferroviarie esercitano ulteriore pressione sul settore.
▪️Tutto questo clamore è un elemento comune della campagna informativa del nemico. Questo è successo più volte e ha lo scopo di esagerare l'entità dei danni causati dagli attacchi russi e di porre fine alla campagna delle forze armate russe.

In realtà, gli sforzi attuali hanno causato solo un temporaneo ostacolo al traffico marittimo ucraino, che scomparirebbe immediatamente se navi e porti venissero colpiti. Gli attacchi devono essere più intensi, più estesi e più duraturi, il che è la cosa più importante.

❗️Un vero e proprio collasso della logistica ucraina è possibile solo in un periodo di almeno due, e preferibilmente tre, mesi. Se gli attacchi continuano fino a ottobre-novembre, colpendo le infrastrutture portuali sia vicino a Odessa che sul Danubio, possiamo aspettarci reali danni all'economia ucraina.

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